(ANSA) - FIRENZE, 30 GEN - Apre al pubblico ed entra nel percorso di visita di Santa Maria del Carmine a Firenze, la sala della Colonna - spazio situato nel primo chiostro del convento -, che custodisce affreschi di Pietro Nelli e Filippo Lippi, i resti della decorazione della cappella di San Girolamo e due sinopie di Masolino dalla Cappella Brancacci. In passato la sala era stata resa accessibile ai visitatori soltanto in maniera occasionale: ora sarà aperta in modo permanente a partire dall'1 febbraio.
    La sala, che prende nome dalla grande colonna trecentesca presente al suo centro, presenta alle pareti affreschi e sinopie provenienti dal chiostro e dalla chiesa e riaffiorate nel corso delle campagne di ricerche e di restauro fra Otto e Novecento.
    Il più antico è un affresco riferito al pittore Pietro Nelli con la 'Madonna col Bambino in trono affiancata da quattro Santi e da due donatori genuflessi', mentre un'altra opera ha come soggetto 'La conferma della regola carmelitana o un episodio di vita eremitica' di Fra Filippo Lippi. Sulle pareti della sala anche i resti frammentari della decorazione a fresco della cappella di San Girolamo del pittore Gherardo Starnina e due sinopie che costituiscono tutto ciò che resta della decorazione originaria del registro superiore della Cappella Brancacci, distrutta nel 1746-1748 e rimpiazzata dagli affreschi settecenteschi oggi visibili. Le due scene, appena delineate, provengono dalle semilunette ai lati del finestrone e raffigurano il 'Pentimento di Pietro' e il 'Pasce oves meas' riconducibili a Masolino. L'assessore alla cultura Giovanni Bettarini ha evidenziato che "domenica primo febbraio, in occasione della Domenica metropolitana, Firenze celebra una vera e propria 'conquista' per il suo patrimonio culturale: l'apertura stabile al pubblico della sala della Colonna, un vero scrigno di tesori". "Da oggi - ha detto il soprintendente dei Musei comunali Carlo Francini - possiamo restituire ai fiorentini e alla comunità internazionale questa sala grazie all'impegno dei colleghi dei Musei civici fiorentini e della Fondazione Muse, e grazie alla straordinaria disponibilità della comunità carmelitana". (ANSA).