PHOTO
L'appuntamento per il concerto-aperitivo è nel foyer del teatro alle 12. Si gusta un aperitivo a base di focaccia, si sorseggia un calice di vino e poi alle 12:30 si sale nel ridotto o si accede nella sala principale per un breve concerto: quaranta, cinquanta minuti di musica, classica, jazz o cantautorale. È lo schema ormai collaudato degli aperitivi in musica al Teatro Sociale di Camogli (Genova). Una formula varata ormai da qualche anno e che funziona, al punto che a partire da febbraio sarà replicata anche all'Auditorium delle Clarisse a Rapallo (Genova) la cui programmazione fino a giugno è stata affidata allo stesso direttore artistico del Sociale, Giuseppe Acquaviva.
Questa mattina, dunque, aperitivo con la musica celestiale e intensa di Schubert. Era stato Schumann a proposito del collega a usare il termine 'celestiale' accostato tuttavia al termine 'lunghezza': un modo elegante per sottolineare la tendenza schubertiana a dilatare in maniera particolare il discorso musicale. Elemento ben ravvisabile nel Quintetto per archi in do maggiore D 956, composto poco prima della morte ed eseguito la prima volta solo nel 1850.
A proporlo è stato il duo Francesca Giordanino (violino) e Marco de Masi (violoncello), ospiti fissi dei concerti di Camogli, per l'occasione affiancati da Elena Aiello (violino), Riccardo Memore (viola) e Simone Gaetano Ceppetelli (violoncello). Il Quintetto D 956 è un capolavoro, alquanto complesso sul piano della costruzione architettonica e sotto il profilo interpretativo. La scelta di utilizzare una sola viola e due violoncelli (Mozart preferiva due viole e un violoncello) crea un rapporto fonico e timbrico particolare con la viola chiamata a fare da 'arbitro' fra due sezioni differenti.
Schubert spande a piene mani la sua consueta ispirazione melodica ma lo fa in una ricerca armonica particolare che offre anche momenti di drammatica dissonanza. Splendidi soprattutto l'Adagio e l'Allegretto finale. I cinque strumentisti ne hanno assicurato una lettura fluida, sostenuta da una ricca tavolozza di colori e dinamiche, evidenziando un buon affiatamento.
Pubblico attento e caloroso nei meritati applausi finali.
(ANSA).


