(ANSA) - TORINO, 26 MAR - Il Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo ha acquisito sei opere monumentali di Giorgio Griffa, per la sua collezione pubblica. Lo rende noto la Fondazione Giorgio Griffa, nata nel 2023 per valorizzare l'opera dell'artista.
    L'acquisizione - spiega la Fondazione - rappresenta un passaggio chiave nel riconoscimento istituzionale dell'opera di Griffa, già presente nelle collezioni di musei italiani come il Castello di Rivoli, la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Macro di Roma, il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia di Milano, il Mart di Rovereto, e internazionali come la Tate Modern, il Lam e il Centre Pompidou, il Serralves e il Mudam. Il Maxxi amplia così il proprio patrimonio con un nucleo di lavori che attraversa oltre trent'anni di ricerca, permettendo di leggere con maggiore profondità il percorso di uno dei protagonisti più influenti della pittura italiana contemporanea.
    Le sei opere acquisite dal Maxxi sono espressione di alcune tappe significative della carriera di Griffa e del suo percorso: dal momento in cui, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, Griffa definisce il vocabolario asciutto e universale dei Segni Primari, fino all'ampliarsi del suo alfabeto nella grande stagione degli anni Ottanta, al dialogo tra più tele degli anni Novanta, per arrivare infine alla complessità modulare del nuovo millennio. Linee orizzontali (1973), Segni orizzontali (1975) e Linee orizzontali (1976) sono parte dello storico ciclo Segni Primari con cui tra il 1968 e i primi anni Settanta Griffa abbandona la figura per dedicarsi a una pittura di segni che appartengono alla mano di tutti e inizia a lavorare su tele grezze lasciate "non finite". La tela monumentale Arabesco Doppio (1986) rappresenta la ricerca di Griffa degli anni Ottanta, mentre gli anni Novanta sono raccontati dal Trittico con sette linee (1999). L'ultima opera che rientra tra le acquisizioni del Maxxi è Quaranta tele (2001), un unicum nella produzione di Giorgio Griffa per la varietà e la complessità dell'alfabeto di segni e colori utilizzati. (ANSA).