(ANSA) - CERTOSA, 04 GIU - Nel cuore della Val Senales, territorio incontaminato dell'Alto Adige, il piccolo borgo di Certosa è conosciuto come il 'paese del silenzio'. Qui ogni cosa, dall'architettura all'atmosfera, custodisce l'impronta dell'antico monastero certosino, che trasforma il silenzio e la quiete in un'esperienza reale e seducente. Per entrare pienamente nello spirito del luogo si percorre la Via Monachorum, conosciuta anche come 'Silentium - Sentiero della quiete': il tragitto collega Madonna di Senales e Monte Santa Caterina a Certosa attraverso paesaggi alpini, masi tradizionali e scorci panoramici che invitano alla pace, alla meditazione.
    Lungo il percorso, tabelle con citazioni filosofiche sul silenzio e sull'ascolto e figure di monaci a grandezza naturale indicano la direzione, rendendo il cammino un'esperienza meditativa, un invito concreto a rallentare. A seconda della variante scelta, il percorso si sviluppa per circa 10 chilometri. Ogni lunedì alle 16 (tranne da metà ottobre a metà dicembre) parte una visita guidata che conduce alla scoperta della storia della certosa e della trasformazione del monastero in villaggio. Il racconto della vita quotidiana dei monaci e della rigorosa regola del silenzio permette di comprendere come questa eredità culturale continui a caratterizzare l'identità del luogo. A Certosa il silenzio non è assenza, ma presenza viva: tra le pietre dell'ex monastero e la natura della Val Senales, il 'Silentium' diventa un modo per camminare con maggiore consapevolezza, ascoltare più profondamente e ritrovare spazio interiore.
    Il complesso monastico, storicamente noto anche come Monte degli Angeli, fu fondato nel 1326 e rimase attivo fino al 1782 quando, in seguito alla secolarizzazione, i monaci dovettero abbandonarlo. Per oltre quattro secoli i certosini vissero secondo regole rigorose di solitudine e silenzio: vestiti con tuniche bianche, conducevano una vita ritirata, scandita da preghiera, contemplazione e permanenza nelle proprie celle. Dopo la soppressione del monastero, l'edificio fu venduto a contadini e commercianti della valle. Nel tempo, le strutture monastiche e le abitazioni si sono fuse fino a dare origine all'attuale borgo. Dopo un grave incendio nel 1924, Certosa è stata ricostruita conservando parti significative dell'antico complesso, ancora oggi riconoscibili passeggiando tra vicoli e cortili. Sono ancora visibili ampie porzioni delle mura originarie, il chiostro gotico, l'antica cucina del convento, il portone d'ingresso, la casa del priore e tratti del recinto monastico. Il chiostro, in particolare, diventa nei mesi estivi una suggestiva cornice per eventi culturali, in un dialogo continuo tra storia e contemporaneità. (ANSA).