Amore per l'acqua che genera, nutre, mette in movimento e da cui ogni forma si evolve e si espande in continua evoluzione. È l'installazione immersiva 'In Lympha' che, negli spazi dell'Opificio 41, inaugurerà Videocittà Watercult, il Festival della visione e della cultura digitale, che torna a incantare le notti romane del Gazometro, dal 10 al 12 luglio, con installazioni, videoarte, esperienze immersive, musica e incontri. Tema dell'edizione di quest'anno, la nona, è l'acqua in forme e linguaggi diversi che invitano a riflettere sul suo valore ecologico, politico e culturale come elemento vivo, mutevole e universale.

L'innalzamento dei mari causato dallo scioglimento dei ghiacciai, la fragilità degli ecosistemi, il rapporto sempre più complesso tra ambiente, tecnologia e presenza umana: sono temi che l'arte, in questo caso la videoarte, ci aiuta ad affrontare, rendendoci sempre più consapevoli della sua importanza vitale. E lo fa per tre giorni attraverso opere d'arte digitali, installazioni luminose, esperienze immersive, dj set, talk e performance dal vivo, che vedranno ancora una volta protagonista il Gazometro, la più grande area di archeologia industriale urbana d'Europa, cuore pulsante di un'esperienza immersiva fatta di luce e di poesia in dialogo con il Tevere, il mare e il quadrante Ostiense dove i suoi spazi culturali ospiteranno opere ed eventi, come un "laboratorio multisensoriale e multidisciplinare", usando le parole di Natalia Bagnato, consulente del festival.

"Sarà uno spettacolo emozionale e una dichiarazione d'amore a Roma e alla sua capacità di guardare al futuro; già mezzo milione di spettatori ha potuto ammirare le creazioni digitali del Festival negli scorsi anni - ha dichiarato alla presentazione del Festival il suo ideatore, il presidente Francesco Rutelli -. In questa edizione Videocittà si riconferma luogo di pensiero e confronto tra artisti e creativi, esperti e pubblico di tutte le età, con arte e musica, incontri e dibattiti su un tema di grande attualità, che coinvolge tanti partner, dall'Università al Comune, dalla Regione a Cinecittà".

Con la direzione artistica di Anna Lea Antolini, la direzione creativa di Michele Lotti e il sostegno di Eni, main partner della manifestazione, il festival si prepara a ospitare artisti e opere digitali, come 'Water: always the same, always different', installazione immersiva al G4 che unisce la ricerca di Giuseppe La Spada, le sonorità di Francesca Heart e la ricerca corporea della performer brasiliana Amanda Lana. Per la prima volta al festival negli spazi di Opificio 60 Nord arriva l'artista cinese Cao Yuxi con la sua installazione immersiva 'Nature's Computility', una cascata avvolgente che, attraverso l'uso di algoritmi, decodifica la bellezza della natura e restituisce il fluire dell'acqua in visualizzazioni dinamiche ad altissima risoluzione.

Tanti gli eventi della sezione audio-visual music che traduce l'acqua in esperienze sonore e visive; tornano anche le esperienze in realtà virtuale, gli incontri, i dibattiti e, per la sezione Video Arte, un ricco programma di opere di video artisti internazionali che affrontano in modo diverso il tema del festival. In particolare l'11 luglio arriva Adrian Paci, che presenterà l'opera 'Turn on' e due dei suoi lavori che hanno al centro l'acqua: 'Di queste luci si servirà la notte', video installazione nata da una performance realizzata nel fiume Arno, e 'The Column', metafora visiva sul lavoro, l'identità culturale e il dialogo tra Oriente e Occidente. Il Tevere, invece, è al centro della ricerca del giovane artista digitale Tommaso Cherubini che per Videocittà ne studia il passato e il presente, traducendo dati idrologici e ambientali in un sistema particellare immersivo con l'artwork 'Invisible Ecologies: Tevere'. E, infine, la premiazione dell'Igp Decaux Graphic Award svelerà le tre opere vincitrici capaci di reinterpretare Roma attraverso le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale.