(ANSA) - MODENA, 17 APR - Artista profondamente radicato nel tessuto cittadino, Lucio Riva (1928-2014) è stato a lungo identificato come "il pittore di Modena", non tanto per esclusività quanto per l'intensità del suo legame con il territorio. Una scelta di vita e di poetica che lo ha portato a sviluppare una ricerca artistica autonoma, fondata su libertà espressiva, spirito ludico e desiderio di conoscenza. Una mostra al Complesso di San Paolo di Modena riunisce, dal 19 aprile al 2 giugno, oltre 130 lavori, tra dipinti e assemblaggi, affiancati da un ricco nucleo di taccuini provenienti da collezioni private e dalla famiglia dell'artista.
 Senza configurarsi come una retrospettiva tradizionale, la rassegna offre una panoramica completa della produzione di Riva, attraversandone le diverse fasi e tecniche. Particolare attenzione è riservata al disegno, elemento centrale ma spesso sottovalutato nella lettura del suo lavoro. In mostra anche piccoli fogli e taccuini, alcuni dei quali consultabili in formato digitale grazie a dispositivi interattivi a disposizione dei visitatori. "La mostra, resa possibile grazie a un vero e proprio lavoro di squadra, nato in Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, racconta Lucio Riva e le sue opere, realizzate con le combinazioni di piccoli oggetti diversi di antiquariato o modernariato, o con le loro parti, reperiti nel tempo sulle bancarelle di mercatini o in ambienti di rottamazione", spiega l'assessore Andrea Bortolamasi. "Opere - aggiunge - ridefinite in un sistema di relazioni, caricando gli oggetti di esperienze umane, di sensi arcani e di significati persino simbolici: un tratto umano, dell'agire artistico e culturale. È come riconoscere diversi livelli di senso a vecchie fotografie, o ad altri oggetti, in un legame sentimentale mai interrotto con la sua, la nostra città".
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