(di Luciano Fioramonti) (ANSA) - PERUGIA, 07 GIU - Pedalare costeggiando il Tevere tra alberi, campi coltivati e piste sterrate, lungo sentieri e strade secondarie che toccano castelli e siti archeologici, scoprire borghi ricchi di storia, arte e mete golose. Un' altra Umbria si svela a chi sceglie di muoversi in modo tranquillo immersi nel paesaggio alla ricerca di un contatto diverso con i luoghi e le persone. Punta sui viaggi in bicicletta di chi è abituato a faticare e sulla più democratica e-bike che consente anche ai pigri o fuori forma di andare lontano l' attenzione delle istituzioni regionali per creare nuova economia e promuovere le zone lontane dalle rotte classiche e sovraffollate. Gli scenari di un settore che in Italia nel 2025, secondo il rapporto Isnart, ha contato 49 milioni di presenze per un impatto economico di 6,4 miliardi sono stati discussi nel forum ''Il futuro del turismo lento'' promosso dalla Regione con Camera di Commercio, Sviluppumbria, Sport e Salute e Green Road Award che ha riunito a Perugia tour operator, esperti e biker professionisti. E' stata l' occasione per fare i conti anche con l' intelligenza artificiale che cambia la scena - basta un click per il piano perfetto di una vacanza con alberghi, ristoranti, costi, luoghi da vedere e perfino il piano b in caso di maltempo - e apre la strada a nuovi mestieri legati a logistica, accoglienza e assistenza, dal trasporto dei bagagli alla custodia delle bici. Anche la motivazione del viaggiatore è cambiata: la prestazione muscolare lascia spazio alla pedalata meno impegnativa, meglio se assistita, per prendersi una pausa, gustare il silenzio e e condividere con gli altri lo stesso piacere con un occhio alla qualità. ''La bicicletta è il nuovo golf, il mezzo ideale per sfuggire all' overtourism'', ha chiarito Silvia Livoni, Bike Destination Specialist ''Il cicloturismo ti porta in posti dove l' alta velocità non arriva e consente a molti giovani di creare opportunità in luoghi fruiti in modo gentile dai viaggiatori - ha detto all' ANSA Ludovica Casellati, creatrice del Green Road Award, che che da 11 anni premia ogni estate le migliori ciclovie italiane -.
    Si parte da un albergo, si va a visitare un' azienda per conoscere tutti i prodotti identitari del territorio, i luoghi nascosti, i siti culturali''.
    L' Altra Valle del Tevere è un esempio lampante di questo modo di muoversi. Nei pressi del comune di San Giustino si scoprono i resti della megavilla di Plinio il Giovane, il cronista dell' eruzione su Pompei, e la storia sconosciuta della Repubblica di Cospaia, un lembo di terra di 350 ettari autogestito dagli abitanti per quasi quattro secoli. Tutto nacque dall' errore cartografico dei tecnici dello Stato della Chiesa e del Granducato di Toscana: dovendo tracciare la nuova linea di confine si erano dati come riferimento un piccolo fiume ignorando che ce n' era un altro con lo stesso nome che correva quasi parallelo prima di ricongiungersi. La zona compresa tra i due corsi d' acqua dal 1441 divenne terra di nessuno e i nativi fecero presto a trasformarla in un micro-stato indipendente senza esercito, leggi, moneta, dazi, tribunali e carceri, dove a decidere erano i capi falmiglia. Qui fiorì la prima coltivazione di tabacco in Italia che portò enorme ricchezza e tanti contrabbandieri. Il sogno finì nel 1826 quando il territorio di Cospaia venne diviso tra il comune di San Giustino, di cui oggi è frazione, e Sansepolcro. Lungo il percorso merita una sosta il Castello Bufalini, oggi bel museo interessato da importanti restauri, che conserva un archivio dettagliatissimo. Tra le carte è stata trovata anche la nota sui due cipressi messi a dimora nel novembre 1694 all' ingresso del labirinto nel giardino dove tuttora si stagliano. Ancora pochi chilometri di pedalate ed ecco Città di Castello con gli ex seccatoi del tabacco che accolgono i lavori monumentali e l' opera grafica di Alberto Burri nell' allestimento voluto dall' artista. Altri itinerari lungo il Lago Trasimeno portano a Panicale, un dedalo medioevale di vicoli dove ha sede il delizioso Teatro Cesare Caporali, tra i più piccoli d' Italia, e il Museo del Tulle.
    Poco lontano dal centro storico, nella chiesa di San Sebastiano spicca il meraviglioso affresco del Perugino datato 1505 sul martirio del santo.
    ''Per stare al passo con gli altri Paesi europei dobbiamo crederci di più e davvero. Le infrastrutture si creano. In Umbria si sono appena celebrati i cento anni della Spoleto-Norcia, la ex ferrovia riconvertita in una bellissima ciclabile'' rimarca Casellati. L' assessorato regionale al turismo ha previsto oltre 7 milioni di euro per creare altri percorsi cicloturistici e il nuovo portale Bike in Umbria offre la mappatura di oltre 60 itinerari e tutte le informazioni.
    ''Anche questa regione dimostra che in ogni zona d' Italia c' è qualcosa da raccontare - dice Pietro Franzese, giovane ciclonfluenzer e documentarista brianzolo che macina in solitaria 10/15 mila chilometri ogni anno in tragitti avventurosi in tutto il mondo -. Più usciamo dalle città e più troviamo un modo di vivere diverso, silenzioso e tranquillo che aiuta a staccare. Anche se sei lontano qui ti senti a casa, accolto e coccolato. Mi piacerebbe, però, vedere più cartelli e informazioni per chi va in bicicletta. Siamo un po' indietro ma basta poco, coinvolgendo chi davvero ama pedalare e sa di che cosa parliamo''. (ANSA).