Rossi e Mellarini
Rossi e Mellarini

Strano, perché proprio in quei giorni i funzionari della Provincia stavano recependo esattamente la norma snobbata dall'assessore, diventata poi l'articolo 30 comma 4 della legge di bilancio. Per capirci, prima la giunta nomina un pensionato a capo dell'ente culturale più importante del Trentino e tre settimane più tardi si “auto-disciplina” introducendo proprio il divieto di assegnare incarichi o poltrone ai giubilati. Un vero capolavoro.

Schizofrenia? Ignoranza dei propri stessi provvedimenti?Verrebbe da pensarlo se non fosse che in questa storia si respira a pieni polmoni lo sgradevole odore della presa per i fondelli. Della farsa. La realtà è che Gabrielli andava nominato. Punto. E poco importa che nel frattempo la Provincia stesse mettendo in finanziaria una norma che, se applicata allora, avrebbe “fatto fuori” proprio Gabrielli. Insomma, l'odore (Profumo?, per citare il direttore Faustini di qualche giorno fa) è simile a quello che spesso ammorba molte nomine provinciali: dal pastrocchio, appunto, di Profumo a Fbk, scelto a “urne” ancora aperte fino alla moltiplicazione delle poltrone per fare posto al fedelissimo di Rossi, Andrea Berti, dentro la Fem. Tutto il contrario di quello che suggerirebbe il buon senso: prima scegli dove vuoi andare e poi decidi con quale mezzo. Ma forse in Provincia pensano che con una buona auto si possa arrivare ovunque. Anche sulla luna.