Oggi il mio suggerimento di lettura, come quello di un paio di settimane fa, è dedicato soprattutto a chi ama la musica. O, per estensione, a tutti quelli che dedicano una parte importante della loro vita a studiare, assaporare, lodare l’opera di un artista, che potrebbe essere un cantante ma anche un pittore, un regista, un poeta.

L’autore è un inglese molto famoso, Nick Hornby, ma il romanzo non è “Alta fedeltà”, è un titolo minore, in italiano “Tutta un’altra musica” (in originale “Juliet, Naked”), pubblicato nel 2009 da Guanda (trad. Silvia Piraccini).

La storia è quella di una coppia che tira avanti a fatica un rapporto da quindici anni in una piccola, sonnolenta città di mare del Nord dell’Inghilterra (come quella raccontata da Morrissey in “Everyday is like Sunday”, un posto che si sono dimenticati di bombardare sul quale il cantante degli Smiths invoca un attacco atomico).

Lui, Duncan, ha una sola fissa: una rockstar “minore”, Tucker Crowe, da tempo ritiratasi senza dare spiegazioni nel mezzo di un tour.

Lei, Annie, lavora nel piccolo museo cittadino che sta allestendo una frustrante mostra sull’estate del 1964, e vuole un figlio, ma è consapevole che Duncan non sarebbe mai in grado di sostenere una paternità.

All’improvviso, Annie stabilisce quasi per caso un contatto via internet con Crowe, che vive una vita più o meno “normale” negli USA, assieme al più piccolo dei suoi tanti figli. Il contatto, mail dopo mail, diventa un’amicizia, forse qualcosa di più.

Hornby è un maestro nell’usare i toni agrodolci. Non a caso dai suoi romanzi vengono sempre tratti dei film, il più visto dei quali è, credo, “About a Boy-Un ragazzo”, con Hugh Grant.

In questo ritroviamo le atmosfere dei primi anni 2000, quando dominavano i siti con annesso forum, prima cioè dell’avvento dei social e prima che il gesto abituale per chi naviga in internet diventasse “scrollare”.

All’epoca i fan di un artista passavano ore a scrivere impressioni, recensioni, commenti, anche se l’artista si era ritirato da un pezzo, o faceva uscire un nuovo disco ogni dieci anni (magari una raccolta).

Ma troviamo anche le situazioni in cui Hornby è maestro: il rapporto adulti-bambini, il bisogno d’amore nell’età matura, i matrimoni sbilenchi, le furberie (soprattutto dei personaggi di sesso maschile). Il tutto raccontato con uno sguardo non melenso, ma partecipe, divertito e per certi versi compassionevole. Con una notevole capacità di produrre nel lettore l’effetto “turn page”, gira la pagina.