La voce umana è lo strumento musicale del 2025 in Germania. Lo ha stabilito il Consiglio Musicale tedesco (Deutscher Musikrat o anche DMR). È una scelta originale, inaspettata, che arriva in un anno in cui le parole conteranno molto, soprattutto in politica, ed è una scelta democratica perché la voce, a differenza di altri strumenti musicali, non costa nulla: salvo impedimenti per problemi di salute, infatti, chiunque può farne uso nel modo migliore. «Con la voce si può essere estremamente creativi», ha commentato in un’intervista Christine Siegert, presidente dell’organizzazione ombrello dei Consigli Musicali tedeschi. Tale organizzazione sceglie sistematicamente lo strumento dell’anno, e in quello che sta per iniziare sarà appunto la voce umana: uno strumento straordinario con cui si può fare di tutto, dal sussurrare all’urlar , dal cantare al recitare.

Non solo, grazie alla voce entrano in contatto persone di tutto il mondo, superando barriere linguistiche, geografiche e culturali, e il canto in questo caso può fare molto, come dimostrano le hit internazionali. Per i vertici del DMR la voce è la base per la comunicazione e la comprensione tra le persone in tutto il mondo. «Quello che abbiamo identificato come strumento del 2025 è associabile anche a messaggi politici -ha detto Siegert- basti pensare ai canti dei lavoratori, o a canti rivoluzionari come la Marsigliese, con la voce si può ottenere molto».

Il pensiero va subito all’Afghanistan, dove la nuova “legge della virtù” talebana vieta alle donne di cantare o parlare ad alta voce in pubblico. A prescindere dal contenuto di ciò che viene cantato o detto, la voce femminile è ritenuta “seducente”, perfino se il canto avviene all'interno di una casa ma il suono arriva all'esterno c'è la minaccia di una punizione. Ma le donne afgane, per come possono, alzano comunque la voce, registrano le loro canzoni a casa e le pubblicano online, i video di protesta di questo tipo stanno diventando virali. In Germania quest'anno la voce ha assunto un significato politico diverso.

Quando tre anni fa i consigli musicali statali decisero di scegliere “la voce” come strumento dell'anno 2025, non potevano prevedere l'attuale situazione politica. “All'epoca non immaginavamo le particolari sfide che le democrazie stanno affrontando”, ha detto Hartmut Schröder, segretario generale del Consiglio Musicale del Land Schleswig-Holstein. Ora la voce è importante in vista elle elezioni federali in febbraio, i politici parlano, rilasciano dichiarazioni, gli elettori fanno domande e si confrontano.E in tedesco la parola “Stimme” indica sia la voce che il voto, per cui , dopo il fallimento della coalizione di governo “semaforo” i tedeschi ai seggi affideranno alla loro voce, in questo caso il voto, la propria decisione su chi dovrà assumere la direzione politica del loro Paese. Intanto l’omaggio alla voce in tutta la Germania nel 2025 sarà reso con festival e concerti, tutti saranno invitati a cantare, nelle scuole e nei gruppi sociali. D’altronde cantare non è solo divertente, ma fa bene anche alla salute fisica e mentale.

È dal 2008 che il DMR elegge lo strumento dell’anno. All’inizio la scelta è caduta su strumenti tradizionali e popolari come il clarinetto, per richiamare l’attenzione del pubblico e dei media sulla versatilità dello stesso strumento che si esprime con grande personalità in vari generi musicali, non solo nella musica classica. La scelta ha offerto molte possibilità a artisti di vario tipo, Schröder ricorda ancora l’esibizione della clarinettista Sabine Meyer insieme a una banda di vigili del fuoco volontari. La scelta del fagotto e della tuba ha voluto mettere sotto i riflettori, anche a livello internazionale, di strumenti che spesso restano nell’ombra, e che spesso sono vissuti come strumenti da accompagnamento. La scelta della voce per il 2025 è rivoluzionaria, anche se probabilmente è la più antica di tutte le forme di espressione musicale. I ricercatori ipotizzano che le persone cantassero già più di 150.000 anni fa. «Sappiamo dai reperti archeologici che flauti e tamburi esistevano già nell'età della pietra», ha sottolineato Christine Siegert, presidente del Consiglio Musicale del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, ma l’utilizzo della voce come strumento è probabilmente precedente: le madri da sempre hanno canticchiato per i figli per farli addormentare, molto prima che capissero le prime parole.

E poi la voce può generare fiducia, permette di scambiare idee e sentimenti e costruire rapporti con gli altri: proprio quello che occorre per i tempi difficili che stiamo vivendo.