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E anche questa volta, niente. Neppure per le prossime elezioni politiche federali che si terranno in Germania nel 2025, la Baviera potrà calare l’asso di un candidato cancelliere per l’Unione (CDU e CSU). Il Land tedesco più ricco sembra essere inequivocabilmente destinato all’impotenza sulla scena politica nazionale.
Ultima regione della Germania a sottomettersi al dominio prussiano nel XIX secolo, la Baviera divenne parte dello Stato tedesco solo perché la passione per il lusso e per le costruzioni fiabesche del suo ultimo sovrano l’avevano lasciata in bancarotta. Questo spiega perché il Freistaat Bayern continua a vedersi e ad essere visto come uno Stato nello Stato tedesco e perché questo senso di indipendenza faccia sì che la Baviera sia l’unico dei sedici Land in cui la CDU non presenta candidati. Sin dall’immediato dopoguerra la Baviera è infatti governata dalla CSU (Unione Cristiano-Sociale), un partito indipendente con un proprio leader e proprie politiche.
Solo in ambito nazionale la CSU assume un ruolo di secondo piano come “sorellina” della CDU, diventando al Bundestag una parte della Union. Ma ogni volta che la CSU ha cercato di farsi strada nella politica a Berlino sono sorti conflitti. È successo nel 2015 quando la CSU si è opposta con decisione alle politiche merkeliane sui rifugiati, arrivando al punto di volerla deporre dalla cancelleria. Ma non accadde nulla: senza aver modo di organizzare un’autentica opposizione all’interno della CDU le mani dei bavaresi erano legate. Il partito prese brevemente in considerazione l’ipotesi di smembrare la fazione CDU/CSU nel Bundestag, ma fu subito chiaro che sarebbe equivalso a un suicidio politico. Non successe nulla. D’altronde nel caso di una scissione la CDU avrebbe potuto presentare candidati nelle elezioni bavaresi, venendo meno all’accordo di lunga data per cui questo non avviene.
Le frizioni sono riprese dal 2019, quando Markus Söder è diventato il primo ministro della Baviera. Fin dall'inizio è stato chiaro che i confini del Land gli stavano stretti. Sia nel criticare Angela Merkel per la politica sui rifugiati, sia nel dichiararsi il leader della fazione dei super prudenti nella prima fase della pandemia di covid, il numero uno della CSU è sempre riuscito a essere in prima fila nel dibattito politico nazionale. Così quando nel 2021, all’uscita di scena di Merkel, l’Unione ebbe bisogno di un volto nuovo da candidare alla cancelleria , Söder ritenne di essere l’uomo giusto. D’altronde, come confermavano i sondaggi, lui era il politico più popolare al momento in Germania. Ma la CDU, spaccata tra chi voleva vincere le elezioni a tutti i costi e chi non ne voleva sapere del bavarese, alla fine optò per Armin Laschet,il governatore del Nord Reno-Vestfalia, il Land più grande della Germania. Il “leone della Baviera” si rifiutò di sostenere il candidato della CDU, Laschet sembrava un uomo sotto pressione pronto a mollare, mentre i duri della CDU insistevano dietro le quinte perché non facesse marcia indietro. Alla fine fu Söder quello costretto a cedere: nessuno del grande partito “sorellina” era disposto a sostenerlo apertamente.
Laschet, indebolito dalla vicenda, portò l’Unione CDU-CSU al peggior risultato elettorale di sempre, bruciando il vantaggio di 20 punti percentuali sui socialdemocratici che riferivano i sondaggi. Ora i conservatori dell’Union si sono trovati a dover scegliere un nuovo candidato per le elezioni dell’anno prossimo anno, mentre - come nel 2021- i sondaggi le danno 20 punti percentuali di vantaggio sul partito di Scholz. E anche ora Söder è il politico conservatore più popolare del Paese. Il bavarese potrebbe essere l’uomo giusto per parlare ai più giovani, a cui l’Unione non sa arrivare perché ha difficoltà con i social media (mentre il partito di estrema destra AfD da tempo ne ha colto bene tutto il potenziale ). Söder sa usarli molto bene: il suo account Instagram seguitissimo è un mix perfetto di politica, storie di vita di tutti i giorni e cibo. Anzi, i post sulle sue esperienze culinarie, che vanno dai piatti più semplici come spinaci, uova fritte e patate lesse a quelli più strani assaggiati durante una missione in Cina, caratterizzati dall’hashtag #söderisst, Södermangia, sono diventati di culto. E poi è un intrattenitore nato, uno con la battuta pronta su tutto, per molti vers l'anti-Scholz. Per un attimo è sembrato che si ripetesse la storia del 2021.
Per settimane il bavarese ha cercato di convincere la CDU che era giunto il momento di riporre la fiducia in lui per governare la Germania. «Se la CDU mi vuole, sono pronto», ha detto in agosto alla Gillamoos, la grande festa della birra a Abensberg, in Bassa Baviera, che è sempre un podio da cui partono messaggi politici. Ma ancora una volta le sue ambizioni sono state frustrate. A dare il colpo di grazia alla sua enorme ambizione è stato Hendrik Wüst, governatore del Nord Reno-Vestfalia, che per il ruolo di candidato dell’Unione per la Cancelleria si è dichiarato a favore del presidente della CDU, Friedrich Merz. E, in quanto governatore dello stato più popoloso della Germania, il suo sostegno a Merz è stato fondamentale.
Per Söder, anche questa volta, la partita è finita. Les jeux sont faits, rien ne va plus. Si è presentato davanti alle telecamere confermando che, ancora una volta, non sarebbe stato il candidato cancelliere dell’Unione CDU-CSU. «Sarà Merz », ha detto, insistendo sul fatto di essere d’accordo con la decisione. Ancora una volta la CDU ha affermato la sua supremazia sulla “sorellina” del sud. Al leone bavarese non resta che leccarsi le ferite a casa, consolandosi con il fatto che non dovrà abbandonare il suo meraviglioso Land per andare a vivere a Berlino.


