Ci sono anche quelli che non hanno avuto paura di sfidare il freddo della notte pur di essere certi di poter conquistare una tavoletta. A Francoforte nelle ore antelucane di martedì in Kaiserstrasse, per esempio, c’era già un centinaio di persone in attesa che alle 10 i buttafuori aprissero le porte del negozio. La stessa cosa è accaduta tre giorni prima a Düsseldorf e lunedì a Berlino. L’obiettivo era sempre lo stesso: poter mettere le mani su una tavoletta di cioccolato di Dubai per 14,99 euro, una delle 1000 tavolette della limited edition messa in vendita nelle Lindt Boutique tedesche per cavalcare l’hype del momento. Tavolette “fatte a mano, confezionate a mano e numerate manualmente”, secondo l’azienda.

A questo punto qualcuno forse si sta chiedendo di cosa si sta parlando, cos’è il cioccolato di Dubai che sta facendo sognare i tedeschi, e non solo loro. Presto detto: la golosità di tendenza del momento è quella creata dalla pasticceria Fix Dessert Chocolatier di Dubai , ispirata dalle voglie in gravidanza della sua capa, l’anglo egiziana Sarah Hamouda, preparata con cioccolato al latte molto croccante (deve scrocchiare rumorosamente quando si addenta), farcita con una densa crema al pistacchio, tahina e fili di pasta di kadayif, quelli che vengono utilizzati anche per la baklava. Di fatto una bomba calorica super-croccante, ora proposta anche con caramello, vaniglia e frutta secca, che ha sbancato sulla rete dopo il video pubblicato su TikTok dalla food influencer Maria Vehera che ha conquistato 80 milioni di visualizzazioni.

Dopo averla vista mangiare rumorosamente -come è solita fare nei suoi video, ma qui dà il meglio di sé-, afferrare il cioccolato mettendo in mostra le unghie artificiali e schioccare le labbra, mix che darebbe fastidio a molti ma che ha il suo bel seguito, il cioccolato di Dubai è diventato virale. Anzi, è diventato “il cioccolato virale” per antonomasia. Tutti lo vogliono, tutti vogliono assaggiarlo, magari per poi dire che è esageratamente stopposo e troppo dolce. Dirlo sui social, ovviamente, visto che raramente un prodotto alimentare è stato così legato a doppio filo con la rete. In Germania, che con oltre 200 produttori, è il principale esportatore mondiale di cioccolato, vengono prodotte una quantità di imitazioni, dichiarate tali, che vanno regolarmente esaurite nei punti vendita in poche ore. Così come accade a Vienna, dove proliferano negozi che vendono il presunto cioccolato originale di Dubai della FIX Dessert Chocolatier, che a un esame attento delle tavolette si rivela però un falso venduto a prezzi esorbitanti. D’altronde l’originale è disponibile solo a Dubai, dove la Hamouda sta investendo sullo sviluppo della sua azienda nata proprio con questo prodotto. Ma torniamo in Germania, dove abbiamo lasciato la gente in coda di notte in strada per assicurarsi una tavoletta grazie appunto all’idea del gigante del cioccolato Lindt che ha lanciato sul mercato la propria versione della golosità alla moda, costruendogli sopra l’operazione di marketing delle 1000 tavolette Limited Edition, per cui solo i primi 1000 clienti potevano assicurarsene una nei punti vendita dell’azienda. Una per ogni acquirente, meno di 100 per punto vendita. Operazione che, come si è visto, ha fatto centro, e sabato è stata replicata anche in Svizzera nel negozio del Museo Lindt di Kilchberg.

Le tavolette conquistate, però, probabilmente ora non sono state godute dal palato dagli smaniosi clienti tedeschi, ma si sono rivelate pronte per prendere il volo verso altre destinazioni. Come spesso accade in Germania , infatti, dietro al business del cioccolatiere c’è quello dei privati che vogliono partecipare alla spartizione della torta, che in questo caso ha la forma di una tavoletta di cioccolato da 150 grammi confezionata a mano. Poche ore dopo la “corsa alla tavoletta” su Ebay e negli altri siti di vendite tra privati si potevano già trovare le prime delizie Lindt Dubai in vendita, per una cifra mediamente compresa tra 120 e 250 euro, ma con esagerazioni fino a 2900 euro.

Tutti felici e contenti? Non esattamente, il cioccolato di Dubai non è del tutto esente da controversie: la campagna promozionale che sta facendo impazzire golosi e tiktoker fa probabilmente parte di una strategia di marketing dell'emirato di Dubai, cui piace posizionarsi come destinazione glamour e lussuosa. Ma nonostante la facciata scintillante non riesce a liberarsi dalle denunce di gravi violazioni dei diritti umani, di prigionieri detenuti arbitrariamente, e del mancato diritto alla libertà di espressione, come sottolinea anche Amnesty International. Un lato oscuro della città ingioiellata per somigliare all’occidente che non si maschera certo con una tavoletta di cioccolato.