Le festività si avvicinano e i tedeschi si interrogano su quale albero di Natale scegliere quest’anno. Entrano in gioco costi e considerazioni sulla sostenibilità, perché se un tempo in Germania gli alberi di Natale erano un sottoprodotto dell’industria forestale, al giorno d’oggi con circa 30 milioni di alberi di Natale nei salotti tedeschi la domanda deve essere soddisfatta con enormi aree coltivate.
E ci vogliono circa sette anni perché un abete destinato a essere addobbato raggiunga le dimensioni standard per il mercato natalizio tedesco che richiede un’altezza media dell’albero di 1,50-1,70 metri, e 10 anni perché un albero alto 2 metri ricresca e sostituisca un albero abbattuto. Nel 2024 per il loro abete “vero”, non artificiale quindi, i cittadini tedeschi devono mettere in conto un aumento dei costi: quelli della varietà più diffusa, i Nordmann (l’abete del Caucaso) , costano tra i 22 e i 30 euro al metro, circa un euro in più rispetto allo scorso anno. Ma per molti consumatori il problema non sono solo i costi, ma anche la sostenibilità di questo must have per Natale cui nessuno sembra voler rinunciare. La maggior parte dei 30 milioni di alberi di Natale in Germania proviene da monocolture.
Queste aree di coltivazione intensiva richiedono l'uso di pesticidi e fertilizzanti per produrre alberi “perfetti” dal colore verde intenso. Secondo gli ambientalisti della Federazione tedesca per l’ambiente e la conservazione della natura, sono stati trovati residui di pesticidi in 15 dei 19 alberi testati nel 2023 , alcuni dei quali non autorizzati nell'UE. Sebbene la contaminazione sia solitamente bassa, ci sono preoccupazioni sul comportamento di queste sostanze in ambienti piccoli e caldi come i salotti in cui normalmente viene fatto l’albero addobbato. Non basta: c’è anche il problema del trasporto di questi abeti. Nel caso della Baviera, per esempio, gli alberi provenienti dalle piantagioni del Sauerland , nella Renania Settentrionale-Vestfalia, o dello Schleswig-Holstein devono percorrere un tragitto lunghissimo prima di arrivare a destinazione.
Per cui c’è chi sostiene, anche con concitati interventi in trasmissioni radiofoniche, che è fondamentale che i futuri alberi di Natale provengano esclusivamente dalla regione cui sono destinati, direttamente dalla silvicoltura locale . In Baviera, per questo, esistono iniziative come l’associazione “Bayerischer Christbaumanbauer”, che certifica gli alberi provenienti dalla regione. E l'organizzazione per la tutela dell’ambiente Robin Wood ha calcolato che nemmeno l'1% degli abeti venduti durante l’Avvento è coltivato in modo biologico. Le discussioni sulla sostenibilità degli abeti per Natale in questo periodo in Germania sono all’ordine del giorno tra i privati cittadini, soprattutto sui canali social. C’è chi definisce gli alberi di Natale “superati” e indica alternative riutilizzabili. Internet è pieno di suggerimenti e istruzioni per realizzarne uno proprio.
Anche con materiali sostenibili o idee di upcycling. Certo, esistono gli abeti in plastica riutilizzabili ma il loro eco-bilancio è controverso. Mentre quelli di alta qualità, venduti a oltre 60 euro l’uno, sembrano decisamente alberi veri, i modelli più economici soffrono spesso la rottura dei rami, per cui vanno ricomprati ogni anno mentre quelli rotti vanno smaltiti. E quattro abeti di plastica su cinque sono prodotti in Cina. Il che, oltre ai costi per i lunghi percorsi di trasporto, significa anche elevate emissioni di CO₂. per la produzione. In generale gli alberi di Natale di plastica sono ragionevolmente sostenibili solo se vengono utilizzati per un periodo molto lungo, tra i 10 e i 20 anni. I consumatori possono prendere in considerazione anche l’ipotesi degli abeti “veri” in vaso. Proposta che è solo parzialmente sostenibile visto che molti alberi in vaso non sopravvivono al Natale.
Il problema è che queste piante vengono portate in casa per essere addobbate, ma sono alberi da esterno e non piante da appartamento. E molti di essi sono “pressati nel vaso”, il che significa che le loro radici sono tagliate o danneggiate. Gli abeti cresciuti in vaso professionalmente sono, rari, costosi e richiedono molta cura, che non tutti sono in grado di assicurare, per cui l’abete spesso perde velocemente tutti gli aghi e altrettanto velocemente deve essere smaltito, bruciato o compostato. Come è evidente, nonostante i cittadini tedeschi e gli ambientalisti si accapiglino sul tema, finora non c’è nessuna soluzione perfetta dal punto di vista della sostenibilità. Il cammino da fare, anche in questo settore, è ancora molto lungo.

