A riportarlo per primo è stato il quotidiano economico Handelsblatt: l’ufficio risorse umane della Tesla Gigafactory Berlin-Brandenburg negli ultimi mesi ha scritto a numerosi dipendenti lasciando intuire che l'azienda nutre dubbi sui certificati di malattia che gli stessi hanno presentato. Nelle sgradevoli missive l’azienda ha minacciato di sospendere il pagamento degli stipendi ai dipendenti malati e di richiedere anzi il rimborso delle assenze per malattia già pagate. Secondo il quotidiano, che ha potuto vedere numerose di quelle lettere, Tesla ha invitato i lavoratori a comunicare la diagnosi che giustifica ogni assenza dal lavoro per malattia e a “sollevare i propri medici dal dovere di riservatezza” in modo da poter condividere con l’ufficio del personale informazioni dettagliate sul motivo di ogni assenza.
Il caso è finito immediatamente tra le mani del sindacato IG Metall, il colosso con oltre 2.200.000 iscritti che in Germania rappresenta i lavoratori dell'industria automobilistica. La più grande e rappresentativa delle federazioni sindacali tedesche ha criticato aspramente la mossa, definendola un “approccio inaccettabile” e ha subito affiancato i dipendenti presi di mira dalle lettere aziendali, affrontando la situazione come un “atto intimidatorio nei confronti dei lavoratori”.
Secondo il sindacato, in diversi casi Tesla ha già trattenuto lo stipendio dei dipendenti che si erano dichiarati malati. "A molti non è stato pagato nemmeno un euro", ha detto un portavoce di IG Metall.
Tesla rimanda al mittente le accuse del sindacato: "siamo abituati agli scandali populisti dell'IG Metall (…) -ha affermato in una nota- la "grande scala" descritta dal sindacato riguarda circa una decina di casi al mese, con una forza lavoro di 11.000 dipendenti. Parlare di una azione massiccia in questo caso è una deliberata distorsione della realtà." I dirigenti dello stabilimento di Grünheide, nel Brandeburgo, 35 km da Berlino, già in passato avevano segnalato un tasso di malattia particolarmente elevato tra i propri dipendenti, per cui lo scorso anno Elon Musk aveva annunciato che si sarebbe occupato personalmente del problema. In autunno l’ufficio del personale ha fatto la mossa molto controversa di mandare degli ispettori a casa dei dipendenti assenti per malattia per verificare le singole situazioni, e il direttore dello stabilimento, André Thierig, ha difeso l'azione che in Germania ha fatto scalpore suggerendo che non era “niente di strano” e che altre aziende tedesche si comportano allo stesso modo. Il tema delle assenze per malattia dei lavoratori tedeschi da tempo nel Paese è di grande attualità. In dicembre AFP ha riportato le parole di Marcus Lentz, titolare di un’agenzia che su incarichi aziendali si occupa di verificare cosa fanno alcuni dipendenti che si sono dati malati per capire se invece sarebbero in grado di andare a lavorare: “ci sono sempre più aziende che non tollerano più queste situazioni", ha detto, aggiungendo che la sua organizzazione ha ricevuto circa 1.200 richieste di questo tipo nel 2024, circa il doppio rispetto a quelle di qualche anno fa. E, secondo l'agenzia federale di statistica Destatis, nel 2023 i lavoratori in Germania hanno preso in media 15,1 giorni di malattia, rispetto agli 11,1 giorni del 2021.
L’alto tasso di assenze risulta anche dai dati OCSE per cui nel 2023 i tedeschi hanno perso in media il 6,8% delle ore lavorative per malattia, una percentuale maggiore rispetto ad altri paesi dell'UE come Francia, Italia e Spagna. Tornando al caso delle lettere inviate da Tesla, va tenuto presente che in Germania non è consentito interrompere il pagamento dello stipendio a un dipendente che è assente per malattia. Come spiega uno studio legale specializzato in diritto del lavoro, “i dipendenti hanno diritto al pagamento continuato dello stipendio in caso di malattia... i datori di lavoro sono obbligati a continuare a pagare i loro dipendenti fino a sei settimane”. La vicenda intanto ha già provocato una valanga di controversie legali. "Alla Tesla di Grünheide, i lavoratori hanno bisogno di protezione legale da parte del sindacato 21 volte più spesso rispetto alla media dell'IG Metall", ha sottolineato Dirk Schulze, responsabile distrettuale del sindacato metalmeccanici per Berlino-Brandeburgo-Sassonia. E non è l’unico primato negativo della casa automobilistica di Elon Musk: l’esperto di cambiamento, leadership e sviluppo aziendale, Kishor Sridhar in un’intervista con la rivista Focus ha lanciato l’allarme: “le condizioni di lavoro a Grünheide sono catastrofiche. Il tasso di incidenti è tre volte superiore rispetto a quello degli stabilimenti concorrenti comparabili. Solo nel primo anno dall'apertura, è stato necessario chiamare ambulanze o elicotteri di soccorso circa 250 volte quanto accade lì non ha nulla a che vedere con un moderno ambiente di lavoro, è un campo di battaglia”.

