Chissà se ha a che fare con il calo del consumo di questa bevanda, soprattutto tra i giovani. O con la deteriorata immagine che danno della manifestazione gli avventori ubriachi che percorrono i viali del Wiesn durante l’Oktoberfest. Chissà. Resta il fatto che ora la città di Monaco scrive una pagina nuova del suo legame con la birra. Con la sua birra. Perché la bevanda -è indiscutibile- è nei geni della città. Come annunciato in un comunicato, da febbraio l’Ufficio turistico monacense organizzerà settimanalmente un tour ufficiale dedicato alla cultura delle birrerie e della birra nella capitale bavarese, la birra diventa lettura della storia della città.
È la prima volta che accade, finora il racconto della popolare bevanda è stato demandato all’Oktoberfest con tutte le sue luci e ombre e, soprattutto per i residenti a Monaco o nella regione, alle altre manifestazioni con minor visibilità internazionale come la Starkbierfest (la festa ella birra forte), la Münchner Frühlingsfest (la festa di primavera sul Theresienwiese), o l’Auer Dult che si svolge tre volte all'anno nella Mariahilfplatz di Au-Haidhausen, manifestazione risalente al 1310, che ha quindi una tradizione più lunga di quella dell’Oktoberfest.
Il nuovo tour (costo 59 euro per persona), per ora previsto solo in lingua tedesca e dalla primavera in inglese, avrà la durata di circa 3 ore e mezza, si terrà il giovedì mattina, e sarà riservato agli over 16 anni perché, oltre a ascoltare e osservare la storia della cultura della bevanda ci sarà anche l’opportunità di degustarla in maniera guidata, insieme alle Weisswurst, le salsicce bianche che tradizionalmente si consumano in tarda mattinata, per questo una sosta è prevista in tre famose taverne, la “Weisses Bräuhaus”, la “Museumsstüberl” e “Der Pschorr” al Viktualienmarkt. Le guide ufficiali della città, alcune di esse sono maestre birraie, offriranno ai turisti interessanti racconti sul patrimonio culturale della birra in città, sulle tipologie di birra prodotta, sui luoghi tradizionali di consumo, a partire dai luminosi biergarten estivi che sono nel dna dei monacensi, spostandosi tra vari edifici storici in centro, inclusa una visita del Museo della Birra e dell'Oktoberfest.
Non mancheranno curiosità come la storia del rapporto speciale del compositore Richard Strauss (da non confondere con gli Strauss viennesi) con la birra delle birrerie Pschorr Bräu, visto che sua madre Pauline era nata Pschorr. L’intento dell’iniziativa è strategico, la città ha bisogno di rinnovare davanti agli occhi del mondo il culto della birra a Monaco , restituendogli la dignità e la finezza che merita: la birra monacense non è solo quella degli eccessi tra settembre e ottobre sul Wiesn. Lo testimonia anche la brulicante scena di nuovi birrifici artigianali che si distanziano dalla tradizione consolidata dei grandi marchi che dominano l’Oktoberfest, affrontando anche coraggiose sperimentazioni. La birra a Monaco è un punto d’incontro tra memoria e innovazione, e l’iniziativa dell’Ufficio Turistico cittadino lo intende sottolineare. Aiuterà a riconquistare il pubblico del giovani che ne stanno prendendo le distanze? Chissà.
Per Manfred Newrzella, già amministratore delegato dell'Associazione dei birrifici di Monaco e dell'Associazione dei birrai bavaresi, e ora vicepresidente dell'Associazione Festring che organizza alcuni eventi clou dell’Oktoberfest come la suggestiva sfilata dei birrifici che apre la festa, non teme che la birra stia passando di moda: «La gente ne consuma di meno ma in maniera più consapevole -ha detto in un’intervista- i classici bevitori , la tavolata della domenica mattina, non esistono più. I giovani hanno orizzonti molto più ampi rispetto al passato sanno dov'è il miglior bar di New York e dove posso bere la migliore Caipirinha ai Caraibi, ma anche dove ordinare la migliore birra a Monaco».

