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ROVERETO. «Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi possiamo giocare qui. E questa è una cosa che dobbiamo portare sempre con noi. Tutto il tempo, ogni secondo». Sono le parole pronunciate da Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana Under 18 di basket, nel video diffuso dalla Federazione israeliana prima dell'esordio agli Europei di categoria.
Il filmato è stato registrato negli spogliatoi del Pala Marchetti di Rovereto, la "Città della Pace", sede delle gare del torneo continentale. Proprio questo particolare ha contribuito ad alimentare le polemiche, con il video che nelle ultime ore è stato rilanciato sui social e ha suscitato numerose reazioni.
Tra queste c'è quella di Alleanza Verdi Sinistra del Trentino, che definisce il discorso «aberrante» e «del tutto inadatto a motivare degli atleti minorenni». Secondo AVS, «un discorso che legittima il genocidio di un popolo è un atto ignobile che non dovrebbe avere spazio nello sport e in nessun altro contesto».
Nel comunicato, il movimento richiama la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza: «Ricordiamo con dolore gli oltre 20 mila bambini morti e le centinaia di migliaia che non hanno più la possibilità di giocare e vivere un'infanzia spensierata come qualsiasi altro bambino del mondo». AVS sostiene inoltre che lo sport israeliano «ha nuovamente dimostrato di violare i diritti dell'infanzia promossi da Unicef e dal Centro Sportivo Educativo Nazionale», fondati sui valori di solidarietà, amicizia, rispetto e correttezza.
Infine, il movimento torna a chiedere l'esclusione di Israele dalle competizioni internazionali, giudicando «ingiustificabile difendere la partecipazione di uno Stato accusato dalla Corte penale internazionale di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità, ignorando il doppio standard che viene applicato».




