BOLZANO. Ancora pochi giorni e i consiglieri regionali potranno godere di un aumento di oltre mille euro lordi sull'indennità mensile. L'aumento era previsto. «E ancora una volta i cittadini se la prenderanno con i politici, tutti indistintamente, anche con i pochi che hanno votato contro la legge», lamenta Paul Köllensperger (TeamK).

Le nuove indennità derivano dalla modifica alla legge regionale approvata l'anno scorso, su proposta del trentino Mirko Bisesti (Lega), che aveva agganciato la rivalutazione delle indennità dei consiglieri regionali e dei vitalizi degli ex consiglieri agli aumenti contrattuali dei dipendenti regionali. Con il bilancio regionale appena approvato, che stanzia le risorse, dal 2025 scatteranno gli aumenti del 10,5%, pari all'incremento contrattuale definito per i dipendenti regionali.

Di conseguenza l'intera indennità dei consiglieri regionali (che oggi è di 10.445,93 euro lordi), più l'importo forfettario netto mensile di 746,14 euro, verranno rivalutati con un aumento pari a quello dei dipendenti regionali. I consiglieri dall'anno prossimo si vedranno aumentare lo stipendio di 1.044 euro lordi al mese, andando a 11.489, più 74,61 euro al mese in più netti per le spese forfettarie, che cresceranno a 820 euro.

Il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher (Lega) commenta: «Nel resto d'Italia l'indennità dei consiglieri è aumentata del 10% l'anno scorso e del 9% l'anno prima, perché cresceva con l'inflazione. Noi ci siamo fatti un'autoriduzione e abbiamo deciso di agganciare la rivalutazione al rinnovo dei contratti. Quindi non vedo che cosa ci sia di strano».

Filippo Degasperi (Onda), che aveva chiesto a suo tempo che venisse eliminata ogni forma di rivalutazione automatica, contestando anche l'aggancio al rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali, ora dice laconico: «Non ho più voce, perché sui costi della politica mi sembra di essere un Don Chisciotte».

I sindacati a suo tempo avevano chiesto che eventualmente l'aggancio fosse collegato non al rinnovo contrattuale dei soli dipendenti regionali, ma alla media dei rinnovi dei contratti dei comparti pubblici e privati.

È evidente infatti che altre categorie di lavoratori abbiano avuto rinnovi meno favorevoli. A cominciare dai dipendenti della Provincia di Trento, che hanno ottenuto un aumento del 7,88% sul tabellare. La Regione ha saputo essere più generosa con i suoi dipendenti, che sono molti meno di quelli provinciali, e ne beneficeranno anche consiglieri e assessori regionali. Secondo Köllensperger non se ne esce, se non cambiando prospettiva: «In consiglio regionale siamo stati tra i pochi a votare contro la legge. Fuori dal palazzo le persone non sopportano che la politica decida su se stessa. Ce l'hanno bocciata, ma resta valida la nostra proposta: costituire una commissione di tecnici che valuti un importo adeguato per le indennità. A inizio legislatura si fissi una cifra e la si conservi per tutti i cinque anni, senza rivalutazioni».

E brucia ancora, conclude il consigliere bolzanino, «il giochetto approvato da poco sulla previdenza dei consiglieri: di fatto sono tornati i vitalizi, perché avremo di nuovo un fondo interno gestito dal Consiglio. E siccome gli importi restano "in casa", non vengono tassati. Dopo i 64 anni i consiglieri riceveranno queste cifre con una aliquota fiscale modesta. Per quanto ci riguarda, come gruppo restiamo nel vecchio sistema dei fondi pensione, meno conveniente».