TREVISO. Prima di morire, secondo la ricostruzione degli investigatori, cadendo da un terrazzamento alto più di dieci metri, sul greto del Piave, nei pressi dell'abbazia di Santa Bona a Vidor (Treviso), Alex Marangon potrebbe essere stato percosso al volto e al costato. L'ipotesi è contenuta nella perizia redatta da Alberto Furlanetto, consulente del pubblico ministero, nel contesto delle indagini sul decesso del 25enne di Marcon (Venezia), che per tre anni aveva lavorato al "Gretl am See" di Caldaro, la cui sparizione fu segnalata la notte tra il 28 e il 29 luglio 2024 durante un rito sciamanico. Il corpo del ragazzo venne ritrovato sull'alveo ghiaioso del fiume, a poca distanza dal punto in cui si presume possa essere precipitato. Una tesi che non ha mai convinto la famiglia.

I convenuti al rito sciamanico, all'incirca una trentina, si erano ritrovati in un'abbazia interna ad uno stabile storico messo a disposizione dai proprietari all'associazione e normalmente ceduto in affitto per ricorrenze particolari come matrimoni o altri eventi. Nel corso delle pratiche sarebbero state consumate droghe e sostanze derivanti da piante allucinogene sulla cui provenienza non è stata fatta ancora chiarezza. 


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