BOLZANO. Numeri impressionanti quelli che raccoglie l’Astat in tema di turismo in Alto Adige. In poco più di vent’anni gli arrivi di turisti in un anno sono raddoppiati, passando, dai 4,1 milioni del Duemila agli 8,4 milioni del 2023. Fa specie anche un altro dato.

Le presenze, ovvero i pernottamenti sono passati dai 23,6 milioni del Duemila ai 36,1 milioni dello scorso anno. In pratica se dividiamo quest’ultimo dato per i 365 giorni dell’anno abbiamo una media di circa 100mila turisti al giorno che dormono in Alto Adige.

Ovvero, una città grande come Bolzano.

Ed ancora le strutture ricettive - sempre nel 2023 - erano complessivamente 11.770, di cui 3.917 (33%) esercizi alberghieri e 7.852 (67%) esercizi extra-alberghieri. Per quanto riguarda i posti letto, questi ultimi sono in totale 243.418, di cui 155mila (64%) in alberghi e 87mila in esercizi extra-alberghieri (comprendono campeggi, alloggi privati e agriturismo).

Numeri che sono aumentati, sempre dal Duemila ad oggi, del 17% complessivamente.

Prendi l’indice di intensità turistica: su circa 1.200 territori analizzati in tutta l’Unione europea a 27, l’Alto Adige si situa al 15° posto, con una media giornaliera di 18,5 turisti per ogni 100 residenti. Siamo lontani dai 39,8 di Zante o dai 32,2 di Fuerteventura, ma certo davanti a Ibiza e Formentera, Venezia, Trentino, Parigi, Innsbruck e Roma. A livello di comuni altoatesini al primo posto troviamo Corvara in Badia (207,6 turisti giornalieri ogni 100 abitanti), seguita da Selva in Val Gardena e Badia.

Sempre l’Astat segnala la crescita notevole degli alloggi privati in tutta la provincia, capoluogo compreso, con un’offerta di alloggi su Airbnb che è cresciuta dal 2018 a fine 2022 del 173% su scala provinciale, per un totale di oltre 6mila appartamenti. Senza dimenticare le seconde case a scopo turistico che nel 2021 erano a quota 13.894. Ed in più afferma l’Istituto provinciale di statistica, proprio le statistiche non colgono appieno il fenomeno dell’overtourism, «essendo necessario colmare il vuoto statistico sui visitatori giornalieri e sui movimenti turistici nelle seconde case».

Il troppo scoppia? «Crediamo anche noi che un tetto ci debba essere, soprattutto in alcune zone della provincia», spiega il direttore dell’Unione albergatori (Hgv), Raffael Mooswalder. Secondo quest’ultimo «comunque è stato fatto un buon lavoro in questi anni da parte di tutti gli attori per attrarre turisti in provincia, ma le nuove norme provinciali puntano proprio a fissare dei tetti in termini di numeri di letti disponibili su scala provinciale e comunale. In più cerchiamo di aumentare la qualità a discapito della quantità, investendo nelle strutture ricettive, cercando di spostare parte dei flussi turistici su primavera ed autunno». E sul tema degli affitti brevi in crescita esponenziale? «Un fenomeno, certificato dall’Astat (ne ha scritto questo giornale, ndr) a cui bisogna porre rimedio», chiude Mooswalder.