BOLZANO. Un autista è stato licenziato per giusta causa dalla Sasa dopo aver aggredito un controllore. È successo diversi mesi fa all'interno della linea 201 che da Bolzano porta a Merano e viceversa. Ora la sentenza del giudice del lavoro ha reso definitivo il provvedimento. Surreali i contorni dell'episodio ripreso dalle telecamere del mezzo e da passeggeri increduli. Tra loro, quel pomeriggio, sedeva sull'autobus anche la moglie del conducente, l'unica a non essersi premurata di acquistare il titolo di viaggio. Quando il controllore le ha chiesto di mostrare il biglietto, lei ha risposto di essere "amica" del guidatore. Una giustificazione che ovviamente non ha retto.

L'autista a quel punto avrebbe detto al collega di non preoccuparsi, che ci avrebbe pensato lui a pagarlo. Gli viene risposto che, per regolamento, il biglietto va posseduto e validato prima di salire e che l'acquisto al momento del controllo comporta comunque una sanzione. È qui, alla fermata di via Otto Huber a Merano, che la situazione precipita.Dopo appena 13 secondi di discussione verbale, l'autista va in escandescenze. Apre con violenza la portiera del proprio abitacolo contro il controllore, spingendolo all'indietro. L'autista esce dalla cabina e colpisce il collega con una prima spallata. La vittima tenta di resistere a bordo aggrappandosi alla barra di ferro del bus, ma viene colpito con altre due spallate e una serie di spintoni per cacciarlo dal mezzo. «È la mia donna», gli avrebbe detto assieme ad una serie di epiteti irripetibili quasi a rivendicare un diritto personale a proteggere la passeggera dal controllo d'ufficio.

La fuga dei passeggeri
Sono appena scattate le ore 15. A quel punto il controllore tenta un ultimo approccio per rientrare sul mezzo ma riceve un'altra violenta manata dall'autista. È proprio questo gesto a far scattare la bodycam del controllore, che necessitava di due tocchi per attivarsi. Dai filmati si nota l'autista ancora fuori di sé: intravede un passeggero che filma la scena con il proprio smartphone. Si dirige verso di lui con fare minaccioso e aggressivo. Spaventati, tutti i passeggeri presenti a bordo fuggono terrorizzati dall'autobus, abbandonando la corsa (inclusa la compagna dell'autista). La folle ripartenza
Mentre il controllore a terra sta chiamando le forze dell'ordine, l'autista si rimette alla guida. Poiché l'autobus per sicurezza non potrebbe partire con le portiere aperte, il conducente sblocca i freni premendo il pulsante d'emergenza. Il controllore è costretto a fare un salto all'indietro sul marciapiede per evitare di essere investito dal bus che riparte senza passeggeri a bordo, interrompendo così la linea del pubblico servizio.Il controllore ha sporto denuncia ai Carabinieri, mentre la Sasa ha avviato una procedura interna per aggressione fisica e interruzione di servizio pubblico. La pratica è stata successivamente integrata dai vertici dell'azienda con tutta la ricostruzione dei fatti sotto mano. Hanno contestato all'autista anche di aver fatto viaggiare la compagna gratis, tentando di produrre un biglietto non valido. Due mesi dopo è arrivata inevitabile la lettera di licenziamento. Un provvedimento impugnato dal conducente attraverso un noto avvocato bolzanino. È così cominciato un processo al Tribunale civile al termine del quale il giudice Werner Mussner ha dichiarato la legittimità del licenziamento.
Le motivazioni
Le immagini delle telecamere, secondo il giudice, offrono una prova oggettiva e incontrovertibile «dell'aggressione fisica unilaterale perpetrata dall'autista ai danni del collega controllore». La reazione del guidatore è stata reputata sproporzionata e frutto di un'elevata irascibilità (la violenza è scattata in soli 13 secondi). Un simile comportamento mette «a rischio la sicurezza del personale e dei passeggeri, doti incompatibili con le mansioni di un conducente di linea». L'episodio ha inoltre causato la fuga dei passeggeri e il blocco della corsa, generando un danno all'immagine di Sasa