Agricoltura

Vino, cala la produzione ma la gradazione è «super» 

L’intervista all’enologo. Stürz: «Perso il 5% di prodotto a causa delle gelate primaverili ma anche della siccità a giugno». «La qualità è eccellente, siamo cautamente ottimisti»

di Bruno Tonidandel

BASSA ATESINA. Non siamo alla fine, ma quasi. In Bassa Atesina il grosso della vendemmia 2021 è già stato incantinato. Rimane da staccare ancora qualche varietà tardiva e l’uva prodotta da vitigni in altura o nelle zone poco soleggiate.

Dopo la grandinata del 13 luglio ci si aspettava un raccolto disastroso, ma fortunatamente, non è stato così. Tanto che molti viticoltori che all’indomani della tempesta di quasi tre mesi fa, si erano messi a piangere vedendo lo scempio dei grappoli massacrati dai chicchi di ghiaccio, al momento della vendemmia hanno brindato rivolgendo uno sguardo al cielo.

Sì, perché grazie al certosino lavoro, specie delle donne delle aziende, nel controllare ogni grappolo d’uva e nel togliere ogni chicco appassito o rinsecchito dalla grandine, alla fin fine il risultato è stato più che apprezzabile: ad un atteso calo di produzione ha fatto riscontro delle gradazioni che sono state addirittura superiori rispetto agli anni passati. Insomma è andata meglio del previsto.

E la laboriosa cura nei vigneti grandinati è stata riconosciuta ed apprezzata soprattutto dai responsabili delle varie cantine della Bassa Atesina. Fra questi anche Willi Stürz, enologo e capocantiniere della rinomata Cantina sociale di Termeno, presieduta da Leo Tiefenthaler, che lavora l’uva prodotta in 270 ettari di vigneti, per l’80-90% con il sistema Guyot, da 300 soci.

È soddisfatto della qualità dell’uva fin qui conferita in cantina?

«Sì certo, aspettavamo il peggio e invece siamo stati fortunati grazie al grande lavoro dei nostri soci».

Cosa è rimasto ancora sulle viti da togliere?

«Una piccola parte di Merlot, di Cabernet e di Termeno Aromatico nelle posizioni medio-alte e in più di Pinot Nero del nostro viticoltore della zona di Gleno e di Aldino».

Quando si concluderà la vendemmia?

«La prossima settimana. L’abbondante pioggia di martedì e mercoledì, dai 50 agli 80 millimetri, non ha aggravato il principio di marciume poiché il maltempo è stato seguito da vento intenso che ha prosciugato le viti. Abbiamo così preferito rinviare lo stacco di qualche giorno a vantaggio della gradazione».

In genere però tutte le varietà di uve hanno riscontrato un buon livello zuccherino.

«Sì, da questo punto di vista siamo soddisfatti. Pensi che il Pinot Bianco e lo Chardonnay ci hanno regalato dai 19 ai 20 gradi; addirittura il Traminer aromatico è arrivato fino a 22 gradi e la Schiava ha riscontrato una gradazione media di 18 gradi e 50, valori mai raggiunti a memoria».

Note dolenti invece dal punto di vista della quantità.

«Abbiamo perso il 5% di produzione, con punte che arrivano fino al 20/25% per quanto riguarda le varietà Traminer aromatico e Schiava. La colpa è da attribuire alle gelate primaverili e al lungo periodo di siccità nel mese di giugno».

Se la qualità delle uve di questa vendemmia è da considerare buona, prevede anche un risultato vinicolo altrettanto buono?

«È presto per dirlo, ma sono ottimista, anche se, ripeto, abbiamo una carenza quantitativa. Stimiamo che il conferimento di uve da parte dei nostri soci ammonti quest’anno a 22/23 mila quintali».

E quante bottiglie di vino stimate di produrre?

«Arriveremo a raggiungere 1.800.000 bottiglie 7 decimi».

Soddisfatto?

«Sì, certo, in considerazione anche delle previsioni pessimistiche di questa estate».