Ancora truffe agli anziani. Al telefono, da parte di malintenzionati che fingendosi perso-

ne care tentano di estorcere denaro o preziosi. Una affezionata lettrice lancia un appello: «Attenti, è tornato il giro di telefonate per danneggiare chi è più in là con l’età e più esposto a questo odioso tipo di ricatti».

Il raggiro funziona così: si riceve una chiamata da parte di un “parente”, di una persona amica,

di qualcuno che si spaccia per un’autorità. Spesso chi chiama racconta di un incidente o di qualsiasi altra situazione in cui possa suonare “verosimile” una richiesta risarcitoria o un improvviso bisogno di denaro. E facendo leva sui sentimenti, anche simulando una certa fretta, qualche volta riescono nel loro intento. Esiste anche un altro tipo di truffa, quella informatica. I truffatori in questo caso si fingono dipendenti di banche o aziende che gestiscono bancomat o carte di  credito, e con il pretesto di presunte «anomalie riscontrate» invitano le persone a collaborare in una serie di «procedure di sicurezza nel loro interesse».

La lettrice che ha contattato il nostro giornale sa come ci si può difendere da questi tentativi di truffa. Il suo consiglio è di non farsi prendere dal panico, ricordandosi che un incidente non comporta mai una immediata richiesta di denaro da parte di fantomatici avvocati o assicuratori (né da parte delle fantomatiche vittime, chiaramente). L’unica soluzione è di riattaccare e di telefonare subito alla persona che l’interlocutore di poco prima ha detto di essere, e poi al 112. Altrimenti, se chi ha chiamato si è finto un carabiniere, un poliziotto o un agente della polizia municipale, si può chiamare in caserma (0471 331), in questura (0471 947611) o al co-

mando dei vigili (0471 997777).

Con ogni probabilità si scoprirà subito l’inganno. Qualche volta i truffatori riescono nel loro intento. Se si è stati raggirati, è fondamentale denunciare l’accaduto alle forze dell’or-

dine, elencando ciò che è stato sottratto con l’inganno.