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BOLZANO. Aggressioni a passeggeri, autisti e controllori. E ancora liti, minacce, furti e molestie sui bus. Una persona arrestata il 24 novembre, di sera poco dopo le 20, per violenza sessuale. Le linee con il maggior numero di interventi: 10/A, 110 e 131. Il protocollo di collaborazione firmato tra Sasa e polizia di Stato - a luglio dello scorso anno - funziona. Lo hanno ribadito in conferenza stampa, all'Infopoint dell’autostazione in via Renon, il questore e gli assessori provinciali alla Sicurezza, Ulli Mair, ed alla Mobilità, Daniel Alfreider.
Nel 2024, 54 interventi
«Nel 2024 - dice il questore Paolo Sartori - i nostri agenti sono intervenuti 54 volte. Più dell’anno precedente ma per problemi di minor gravità: «Grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie installate a bordo dei mezzi, siamo riusciti ad arrivare sul posto più rapidamente. A pesare molto spesso è chi, alterato da droghe o alcol, reagisce con violenza perché redarguito. Penso a situazioni banali, come il mancato pagamento del biglietto. Aumentata, in generale, l’aggressività».
Tecnologia fondamentale
La tecnologia resta fondamentale per garantire sicurezza.
In caso di pericolo immediato il conducente o gli utenti devono chiamare il 112; in caso di eventi a bordo non emergenziali (problemi tra utenti, furti a bordo, persone in stato confusionale eccetera), il conducente deve chiamare la centrale operativa Sasa, a questo punto gli esperti valutano se è il caso di far intervenire personale interno (controllori o agenti di movimento) o richiedere l’intervento della polizia. Idem se il conducente si accorge di problemi a terra, non strettamente legati al servizio.
La centrale operativa fornisce l’esatta posizione del mezzo attraverso sistemi satellitari e segue le indicazioni delle forze dell’ordine. Numeri dedicati possono essere utilizzati dalla questura anche in caso di altre necessità operative, come ricerca persone scomparse, richiesta di info o immagini per furti e altro.
La presidente di Sasa, Astrid Kofler, elenca le dotazioni tecnologiche installate sui mezzi. «Abbiamo le bodycam sulle divise per il personale di controllo in grado di registrare le situazioni critiche, i pulsanti rossi di emergenza posizionati accanto al conducente e le cabine chiuse per gli autisti. E ancora videosorveglianza attiva su tutti i nuovi bus e nei centri di mobilità. Il personale, formato ad hoc, sa come reagire correttamente in caso di emergenza. A bordo è aumentata la presenza di controllori, vigilantes e anche di agenti in borghese su linee e orari più a rischio».
Collegamento costante
«Le tecnologie - dice Ulli Mair - permettono uno scambio costante e regolare con la Questura e i Carabinieri. «I pulsanti di emergenza, disponibili su tutti i bus Sasa, collegano direttamente il mezzo con la Questura. I bus possono essere geolocalizzati e la pattuglia più vicina può intervenire senza perdere tempo».
Appello alla civiltà
Daniel Alfreider si appella agli utenti: «È necessaria la responsabilità personale e il rispetto per il bene pubblico». Nel frattempo sono state installate 500 telecamere alle fermate bus e treni e nelle stazioni delle bici. Intensificati i controlli sui trasporti pubblici, ad esempio sui treni Sad e Trenitalia. «Abbiamo personale di sicurezza su tutte le linee principali del Nightliner (sabato sera sicuro in autobus). I pulsanti di emergenza sono ora disponibili anche sul treno della Val Venosta».


