ROMA. "Non sono di certo un esempio ma spero di poter dare motivazione ai detenuti. Adesso devo far vedere il mio valore. Ma questa è una cosa che richiederà tempo, nei mesi e negli anni". Dal carcere romano di Rebibbia, il marciatore altoatesino Alex Schwazer lancia un messaggio ai detenuti i e anche a se stesso incontrando e stringendo la mano al numero uno del Coni, Giovanni Malagò, in occasione di Vivicittà, la corsa in contemporanea organizzata dall'Uisp, con il via stamane dal penitenziario.

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l ritorno pubblico di Alex Schwazer sulla strada verso la riabilitazione sportiva è partito dunque dal cortile di un carcere. Insieme a Schwazer era presente anche Sandro Donati, il paladino della lotta al doping, garante del ritorno alle gare di Alex. La presenza del presidente del Coni Malagò, che ha plaudito al progetto di collaborazione tra Donati e Schwazer, può considerarsi significativa nel non impossibile, anche se non facile, iter verso una possibile partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016.