BOLZANO. Un ex titolare di palestra, già condannato a un anno e mezzo di reclusione qualche anno fa. Un docente di matematica, ex bagnino, ora candidato alle elezioni comunali di maggio. Un agente della Polfer e un alpino. Sono solo alcune delle figure finite nei guai. Fra le sedici misure cautelari richieste dal procuratore capo della repubblica Stefano Dragone e concesse dal gip di Trento, figurano, come detto, anche quelle nei confronti di nove altoatesini, sette dei quali bolzanini. Fra gli arrestati, oltre a un agente di polizia veronese, a un soldato di stanza alla caserma Vittorio Veneto di Bolzano, a un insegnante ora candidato come consigliere comunale ad Egna, ci sono diversi atleti dilettanti, gestori di palestre e preparatori atletici piuttosto noti in città.
Per loro, come già specificato, le accuse sono numerose, ma la più pesante si riferisce allo smercio illegale di sostanze dopanti. I carabinieri sono intervenuti negli ultimi giorni, a detta del comandante del Nas di Trento Costantino Meloni, «proprio per evitare la reiterazione del reato, perché il fenomeno si stava ampliando, e poi già numerosi atleti avevano evidenziato i primi danni dovuti all’assunzione di anabolizzanti. C’era chi non riusciva più ad avere rapporti sessuali con la propria compagna, come evidenziano le intercettazioni telefoniche».
Ma veniamo agli arrestati. Gli altoatesini coinvolti nella vicenda, invece, che dovranno difendersi dall’accusa di aver partecipato all’organizzazione del traffico internazionale di anabolizzanti, sono: Emanuel Agostino, 34 anni, preparatore atletico nato a Bolzano ma residente ad Appiano; Patrick Pantaleo, 38 anni, nato e residente a Bolzano; Peter Zelger, 43 anni, nato a Termeno ma residente in Spagna, a San Agustin, sull’isola di Gran Canaria, già coinvolto nel 2002 in vicende legate al doping e condannato a un anno e mezzo di reclusione con la condizionale; Pietro Ferraro, nato a Palermo, ma attualmente domiciliato presso il Secondo reggimento alpini di stanza alla caserma di via Vittorio Veneto; Alessandro Slompo, 40 anni, appassionato bolzanino di hockey su ghiaccio a livello amatoriale; Andrea Anesi, 32 anni, nato a Merano ma residente a Cornedo all’Isarco; Gottfried Grandi insegnante, ex bagnino, ex gestore di palestre, attualmente candidato alle elezioni comunali per una lista civica legata alla Südtiroler Freiheit di Eva Klotz; Antonio Modica, 37 anni, bolzanino, di professione macellaio per una nota catena alimentare, body builder amatoriale più volte premiato; infine, Denis Bolognese, 27 anni, anche lui bolzanino. Diversi di loro gravitavano nell’ambiente delle palestre e dei servizi di sicurezza per i locali pubblici. Dunque, erano piuttosto noti in città. Le forze dell’ordine, però, hanno più volte tenuto a ripetere che l’attività illegale non si sarebbe svolta all’interno ma all’esterno delle palestre. Una sola struttura di allenamento è stata marginalmente interessata dalle indagini. Si tratta di una palestra, aperta a indagini già avviate e chiusa pochi mesi dopo.
Ora i nove arrestati, cinque dei quali in carcere e quattro ai domiciliari, rischiano una pena, come precisa Meloni, «da due a sei anni di reclusione».
Per uno di loro, ammesso naturalmente che le accuse vengano confermate in sede di giudizio, la situazione potrebbe diventare ancora più pesante. Si tratta di Peter Zelger, il 43enne altoatesino ora residente alle Canarie. Nel 2002 - nel corso di un’operazione delle forze dell’ordine che aveva portato a cinque arresti, tredici denunce e al sequestro di 1.200 confezioni di sostanze dopanti - Zelger era stato tratto in arresto e, contestualmente alla sua confessione, aveva patteggiato una pena di un anno e mezzo di reclusione con i benefici di legge. Quell’inchiesta aveve portato anche al sequestro di una palestra di Bressanone e alla perquisizione di altri cinque centri specializzati in tutta la provincia. Infine, tra gli arrestati, anche altri connazionali da fuori provincia. Si tratta di Andrea Fiorini Carbognin, 38 anni, nato a San Bonifacio (Verona), agente della polizia ferroviaria veronese; di Simone Perazzani, 29 anni, di Bovolone (Verona); di Salvatore Micciullo, 41 anni, sempre di Verona; di Diego Milazzo, 26 anni, di Canicattì (Agrigento); di Pietro Ferraro, 33 anni, di Palermo; di Massimo Dossi, 44 anni, di Sondrio e di Cristian Parachini, 34 anni, di Novara ma residente sul Garda
Per loro, come già specificato, le accuse sono numerose, ma la più pesante si riferisce allo smercio illegale di sostanze dopanti. I carabinieri sono intervenuti negli ultimi giorni, a detta del comandante del Nas di Trento Costantino Meloni, «proprio per evitare la reiterazione del reato, perché il fenomeno si stava ampliando, e poi già numerosi atleti avevano evidenziato i primi danni dovuti all’assunzione di anabolizzanti. C’era chi non riusciva più ad avere rapporti sessuali con la propria compagna, come evidenziano le intercettazioni telefoniche».
Ma veniamo agli arrestati. Gli altoatesini coinvolti nella vicenda, invece, che dovranno difendersi dall’accusa di aver partecipato all’organizzazione del traffico internazionale di anabolizzanti, sono: Emanuel Agostino, 34 anni, preparatore atletico nato a Bolzano ma residente ad Appiano; Patrick Pantaleo, 38 anni, nato e residente a Bolzano; Peter Zelger, 43 anni, nato a Termeno ma residente in Spagna, a San Agustin, sull’isola di Gran Canaria, già coinvolto nel 2002 in vicende legate al doping e condannato a un anno e mezzo di reclusione con la condizionale; Pietro Ferraro, nato a Palermo, ma attualmente domiciliato presso il Secondo reggimento alpini di stanza alla caserma di via Vittorio Veneto; Alessandro Slompo, 40 anni, appassionato bolzanino di hockey su ghiaccio a livello amatoriale; Andrea Anesi, 32 anni, nato a Merano ma residente a Cornedo all’Isarco; Gottfried Grandi insegnante, ex bagnino, ex gestore di palestre, attualmente candidato alle elezioni comunali per una lista civica legata alla Südtiroler Freiheit di Eva Klotz; Antonio Modica, 37 anni, bolzanino, di professione macellaio per una nota catena alimentare, body builder amatoriale più volte premiato; infine, Denis Bolognese, 27 anni, anche lui bolzanino. Diversi di loro gravitavano nell’ambiente delle palestre e dei servizi di sicurezza per i locali pubblici. Dunque, erano piuttosto noti in città. Le forze dell’ordine, però, hanno più volte tenuto a ripetere che l’attività illegale non si sarebbe svolta all’interno ma all’esterno delle palestre. Una sola struttura di allenamento è stata marginalmente interessata dalle indagini. Si tratta di una palestra, aperta a indagini già avviate e chiusa pochi mesi dopo.
Ora i nove arrestati, cinque dei quali in carcere e quattro ai domiciliari, rischiano una pena, come precisa Meloni, «da due a sei anni di reclusione».
Per uno di loro, ammesso naturalmente che le accuse vengano confermate in sede di giudizio, la situazione potrebbe diventare ancora più pesante. Si tratta di Peter Zelger, il 43enne altoatesino ora residente alle Canarie. Nel 2002 - nel corso di un’operazione delle forze dell’ordine che aveva portato a cinque arresti, tredici denunce e al sequestro di 1.200 confezioni di sostanze dopanti - Zelger era stato tratto in arresto e, contestualmente alla sua confessione, aveva patteggiato una pena di un anno e mezzo di reclusione con i benefici di legge. Quell’inchiesta aveve portato anche al sequestro di una palestra di Bressanone e alla perquisizione di altri cinque centri specializzati in tutta la provincia. Infine, tra gli arrestati, anche altri connazionali da fuori provincia. Si tratta di Andrea Fiorini Carbognin, 38 anni, nato a San Bonifacio (Verona), agente della polizia ferroviaria veronese; di Simone Perazzani, 29 anni, di Bovolone (Verona); di Salvatore Micciullo, 41 anni, sempre di Verona; di Diego Milazzo, 26 anni, di Canicattì (Agrigento); di Pietro Ferraro, 33 anni, di Palermo; di Massimo Dossi, 44 anni, di Sondrio e di Cristian Parachini, 34 anni, di Novara ma residente sul Garda

