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BOLZANO. Potrebbe essersi trattato del gesto di uno sbadato o della bravata di qualche ragazzino. Ma siccome, dall’inizio dell’anno, gli allarmi incendio per incendi di cassonetto o campane della raccolta differenziata sono stati ben 21, viene naturale pensare che dietro l’incendio dell’altra notte, in via Mendola, ci sia sempre la stessa mano, quella di uno o più piromani.
Questa volta, nonostante il rapido intervento dei vigili del fuco permanenti di Bolzano, oltre alla campana della raccolta differenziata della carta, è andata praticamente distrutta anche una Ford che era parcheggiata accanto al contenitore. Danneggiata dalle fiamme e dal calore pure una pianta.
L’allarme è scattato attorno alla mezzanotte di una notte di gran lavoro per i vigili del fuoco della provincia – a Vipiteno, fiamme in un edificio dlla Leitner, a Laives un cortocircuito in una cella frigorifera della cooperativa frutticola altoatesina Vog – e il conto finale dei danni è ancora una volta sostanzioso: al costo del contenitore, la cui sostituzione pesa sulle casse della comunità, va aggiunto anche il costo dell’utilitaria, che non potrà in alcun modo essere riparata.
Visto che i roghi si sono registrati in tutte le zone della città, “non si può parlare solo di una serie di incendi”, si legge in una nota della Provincia.
Per questo, per l’allarme sociale che questi suscitano e per i danni ingenti che provocano, le segnalazioni di questi incendi vengono sistematicamente inoltrate alla Procura della Repubblica. E così, quando arriverà il momento – perché è certo che arriverà – il responsabile o i responsabili di questi incendi saranno chiamati a pagare per una lunga serie di incursioni.


