BOLZANO. La Provincia chiama in causa il Comune; il Comune dice che la responsabilità per quanto riguarda la didattica è della Provincia. L’assessore provinciale Christian Tommasini da una parte e l’assessore comunale Claudia De Lorenzo dall’altra promettono che si parleranno, che si cercherà di accelerare l’iter. In mezzo a questo rimpallo di responsabilità, le famiglie che solo alla vigilia dell’inizio della scuola materna - il 7 settembre - sapranno se la domanda di iscrizione del figlio al tempo prolungato “speciale”, ovvero fino alle 17.30, sarà accolta o meno.

Attualmente molte scuole materne bolzanine offrono il tempo prolungato fino alle 16, rispetto all’orario normale delle 14.30-15; il problema nasce dal numero crescente di famiglie che, anche nelle scuole tedesche sempre più frequentate da italiani e stranieri, chiede un servizio fino alle 17.30. Ovvero un’ora e mezza in più che per i genitori che lavorano, ormai praticamente tutti, è una differenza enorme: può significare - a seconda del tipo di occupazione - accettare un impiego a tempo pieno oppure - da liberi professionisti - mettere in agenda uno o due appuntamenti in più. L’incertezza crea una serie di problemi alle famiglie che non sanno se dovranno chiedere aiuto ai nonni oppure ricorrere alla baby-sitter.

«Noi - mette le mani avanti Matteo Faifer, capo della ripartizione servizi comunità locale del Comune - gestiamo gli edifici e il personale non scolastico; la Provincia cura la parte didattica e in base alle domande decide se e in che misura concedere quest’ulteriore prolungamento di orario».

Complessivamente gli iscritti alle materne italiane e tedesche - in tutto 38 a gestione diretta e 6 a gestione affidata - per il prossimo anno scolastico sono 2929, di questi 824 hanno presentato domanda per il tempo prolungato. Rappresentano il 28% del totale: il 33% sono di lingua italiana, il 20% di lingua tedesca. Lo scorso anno erano 733, perché in 131 - complice probabilmente la crisi - si sono poi ritirati. Condizione indispensabile per concedere il tempo prolungato fino alle 17.30 è che, nella scuola, almeno otto bambini lo chiedano. Il costo: ai 70 euro al mese dell’orario normale (in media 7.30–8 fino alle 14.30-15), tariffa soggetta ad agevolazioni a seconda del reddito, se ne aggiungono 30 per il tempo prolungato.

«Però - precisa Hugo Di Blasi, responsabile della scuola dell’infanzia - solo la scuola materna è un diritto, non il tempo prolungato». Se è comprensibile dunque che ci debba essere un numero minimo di bambini per garantire il servizio, non si capisce perché i genitori debbano aspettare l’inizio della scuola per sapere se ne potranno godere o meno. «Mi rendo conto del problema - assicura l’assessore De Lorenzo - è mi farò interprete presso la Provincia del disagio di molte famiglie».

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