BRESSANONE. La delibera sul Piano Malik approvata qualche giorno fa dal consiglio comunale non risolve certo tutti i dubbi, ma è sicuramente un primo passo per guardare al futuro turistico con speranza. Il presidente dell'Associazione turistica Markus Huber è soddisfatto. La delibera appena approvata, infatti, è un segno tangibile che la politica intende impegnarsi per la Plose, il turismo.

La politica si è mossa. Ha appena approvato una delibera che impegna l'amministrazione comunale a mediare e a individuare un nuovo progetto innovativo per collegare la montagna alla città. Soddisfatto?

Si, sono contento. Si tratta di un piccolo passo per trovare una soluzione per salvare la Plose ed il turismo, ma è un inizio che spinge tutti noi a scendere nuovamente in campo.

Vuol dire che l'Associazione turistica dopo un paio di mesi di stop torna attiva?

Sì. Avevamo deciso di bloccare tutti i progetti per spingere la politica a muoversi. Ora, con la delibera sul Piano Malik, riteniamo giusto tornare attivi, riprendere in mano il turismo cittadino e far partire i progetti finora bloccati.

Ha superato la delusione per il risultato referendario?

No, la delusione resta. La città ha perso un'occasione di realizzare un progetto che ci era stato servito su un piatto d'argento dalla Provincia. Ritengo che la soluzione funivia con partenza dalla stazione ferroviaria fosse la migliore, ma comunque è andata come è andata e ora dobbiamo guardare al futuro. Siamo aperti ad ogni soluzione, basta che il collegamento diretto tra la città e la montagna diventi una realtà.

Quale progetto verrà avviato ora dall'Associazione turistica?

Riprendiamo l'attività facendo partire il City Marketing, un progetto a cui lavoriamo da anni che presenteremo nei prossimi giorni, ed è già prevista la ristrutturazione della nostra sede in viale Ratisbona. Insomma, i progetti sono tanti e siamo pronti a portarli avanti.

Un ringraziamento particolare?

Ringrazio il presidente della società Funivie Plose Alessandro Marzola per la pazienza e per andare ancora avanti nella sua attività nonostante le difficoltà. Spero che la città di Bressanone mantenga tutte le promesse che gli ha fatto per il rilancio della Plose.

Markus Huber ha detto tutto, ma un sassolino dalla scarpa se lo vuole togliere. «Qualcuno ha messo in giro la voce che ho ceduto la mia attività di ristorante-pizzeria ad alcuni imprenditori cinesi e ogni giorno i clienti del locale mi chiedono chiarimenti. Desidero smentire totalmente. Il locale viene gestito da mia moglie, da me, e quindi queste voci sono prive di fondamento». La questione del referendum, e più ancora la campagna preparatoria, sono stati momenti difficili per la città perché hanno creato divisioni e fazioni, scadendo spesso anche su contrapposizioni personali. Ora il nuovo progetto prevede, anzi, impone una collaborazione unitaria. Una sfida per tutta la città.