PHOTO
BOLZANO. Siegfried Baur, docente di pedagogia generale interculturale a Scienze della Comunicazione a Bressanone, con anni di insegnamento alle spalle anche negli atenei austriaci, ritiene che la strada sia in discesa in ambito scolastico ma non in quello culturale.
Come valuta l’idea dell’assessorato unico per scuola e cultura?
«In assoluto è piuttosto sorprendente. Se mai la politica dovesse arrivarci davvero ritengo che sarebbe necessaria una rotazione al vertice per tutelare in ugual misura italiani, tedeschi e ladini».
Sarebbe più facile farlo in ambito scolastico o culturale?
«Nella scuola sono possibilista. Unire le tre Intendenze mettendo a capo un tecnico che deve rispondere e rapportarsi ai tre assessori sarebbe ragionevole. Ma si potrebbe andare oltre».
In che senso?
«Ritengo che siano ormai maturi i tempi per varare un triennio plurilingue alla scuola superiore, che potrebbe portare a benefici sia economici che formativi, migliorando la conoscenza delle due lingue. Penso a via Cadorna: lì ci sono scuole italiane e tedesche. Potrebbe essere arrivato il momento di abbattere i muri e razionalizzare».
Cosa pensa invece dell’assessorato unico per la cultura?
«Beh, va bene volare alto, ma allo stato attuale delle cose mi sembra ancora una lontana chimera».
Perché per la cultura è così difficile?
«Ci sono centinaia di associazioni radicate sul territorio – più e meno grandi, in centro e in periferia – che, almeno adesso, rischierebbero di non trarne giovamento». (max)
©RIPRODUZIONE RISERVATA


