BOLZANO. Tasse automobilistiche in Alto Adige, in migliaia non le pagano. Ed il fenomeno è quadruplicato nell’arco di una decina d’anni. Nei prossimi giorni partiranno agli indirizzi dei proprietari 16.700 cartelle, relative ai mancati pagamenti del 2010. Intendiamoci, può esserci anche l’errore, ma statisticamente non rilevante. Sempre restando ai numeri che escono dagli uffici della Provincia scopri che nel 2012 le iscrizioni a ruolo coattivo (riferite all’ anno di imposta 2009) sono state pari a 11.571, quando 10 anni prima erano appena 2.752 e quelle riferite al 2005 raggiungevano quota 7.889. Un trend in crescita, quello dei mancati pagamenti, legato da una parte alla crisi e dall’altra ad un affinamento del sistema di controllo, ovvero è sempre più difficile evitare di pagare la tassa. Come afferma Marco Balduzzo, coordinatore del servizio che si occupa della tassa automobilistica provinciale. Ancora qualche dato. Il parco veicoli complessivo circolante in Alto Adige è attorno ai 310 mila mezzi, mentre la tassa per la Provincia significa un gettito annuo pari a 53 milioni di euro. Il residuo non riscosso - sempre riferito al ruolo 2012 per l’anno d’imposta 2009 - è stato di 2,32 milioni di euro, pari al 4,2 per cento del gettito complessivo della tassa.

Si parte con l’interrogazione di Pius Leitner (Freiheitlichen) in consiglio provinciale e la risposta dell’assessore alle finanze, Roberto Bizzo. Leitner chiede di conoscere i dati delle mancate riscossioni di quello che per intenderci è il «bollo auto». Una tassa - fino al 1999 di competenza statale - passata alla Provincia e che prevede diverse scadenze temporali di ravvedimento nel caso non si paghi nei termini stabiliti dalla legge. La riscossione coatta arriva circa tre anni dopo rispetto al periodo d’imposta. Ultima ratio per recuperare il credito, dopo tutta una serie di possibilità di pagare tardivamente. Un surplus minimale se si paga entro 14 giorni dalla scadenza (+0,2%) che diventa il 3 per cento tra il 15° ed il 30° giorno dalla scadenza, per arrivare al 3,75% fino ad un anno dalla scadenza. A seguire l’aumento rispetto alla tassa automobilistica è del 30 per cento in più, a cui aggiungere gli interessi.

Ecco che l’iscrizione a ruolo arriva poi in tutti gli altri casi. «Ha come motivazione l’omesso o il ritardato pagamento, oppure l’errore nell’importo da pagare», spiega Marco Balduzzo. Ad esempio, invece che la cifra corretta l’automobilista nè ha versata una di importo inferiore.

Effetto della crisi, migliori controlli e archivi informatizzati partecipano all’aumento dell’iscrizioni messe a ruolo coattivo. Poi la riscossione di queste cifre è un’altra questione. «Preme sottolineare come il recente susseguirsi di novità normative nel campo della riscossione hanno oggettivamente indebolito l’azione di riscossione coattiva dei tributi, in particolare per crediti di entità inferiore ai 2.000 euro», spiega l’assessore Bizzo nella sua risposta. Come emerge infatti dal Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2013, diramato dalla Corte dei conti il 28 maggio, a livello nazionale la quota percentuale media di crediti pubblici riscossa da Equitalia con riferimento al carico netto di anno in anno affidato è pari all’11,58% (2000-2012). E nel caso della tassa automobilistica gli importi pur maggiorati del 30 per cento e degli interessi, non superano quasi mai - in media - i 200 o 300 euro. Cifre che però sommate portano appunto a mancati introiti per la Provincia intorno ai 2,3 milioni di euro l’anno. Importi che sono cresciuti dal 1999 ad oggi.