Bolzano: gli Schützen celebrano i terroristi sudtirolesi anche con una mostra di memorabilia

Un migliaio di persone al cimitero di San Paolo per la commemorazione dei terroristi sudtirolesi degli anni Sessanta



BOLZANO. Un migliaio di persone al cimitero di San Paolo di Appiano per la tradizionale commemorazione dei terroristi sudtirolesi degli anni Sessanta promossa dagli Schützen. "Roma non ha abbandonato l'idea della italianizzazione dell'Alto Adige, ma ha soltanto cambiato metodi", ha detto il capo del Heimatbund Sepp Mitterhofer. "Dobbiamo cogliere il momento propizio e abbandonare questo Stato in decadenza. Anche la Svp si deve rendere conto che l'autonomia è un modello di fine serie che non ci dà garanzie", ha aggiunto Mitterhofer, che a suo tempo scontò otto anni di carcere per la partecipazione ad attentati negli anni Sessanta. Alla cerimonia erano presenti il vicepresidente della Regione Trentino Alto Adige, Seppl Lamprecht, l'assessore regionale Martha Stocker e il consigliere provinciale Georg Pardeller (tutti Svp), come anche i consiglieri provinciali Sven Knoll (Suedtiroler Freiheit) e Andreas Poeder (Union für Südtirol). In occasione della commemorazione l'Heimatbund ha allestito una piccola mostra con vari oggetti usati all'epoca dai terroristi, come la ricostruzione di un rudimentale congegno a tempo per innescare bombe e una radio clandestina con la quale venivano diffusi i proclami dei separatisti.













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