BOLZANO. Sarebbe una misura troppo impopolare e la Svp ora pensa di fare marcia indietro. È destinata a cadere l’ipotesi di garantire una indennità extra ai capigruppo del consiglio provinciale. Non c’è ancora nulla di ufficiale, anche perché il disegno di legge non era stato ancora depositato dal presidente del consiglio provinciale Thomas Widmann e i consiglieri della Svp assicurano di non avere essi stessi alcuna bozza su cui confrontarsi. Fatta questa premessa, nell’ambiente del Consiglio e nella Svp da giorni si parla del bonus al passato. «È un tema superato», viene detto. L’Obmann Philipp Achammer non ha voluto sbilanciarsi nella intervista di ieri al nostro giornale, ma la sua risposta sul tema è significativa: «Ogni costo dovrà essere motivato molto bene».

Il bonus contestato. Il bonus ai capigruppo, che in Alto Adige non hanno mai ricevuto alcun compenso dal consiglio provinciale, entrerebbe nel disegno di legge di applicazione del decreto Monti sui costi della politica, insieme alla riduzione delle indennità della giunta provinciale e dell’ufficio di presidenza.

Le indiscrezioni delle scorse settimane ipotizzavano 1.000 euro lordi al mese per i gruppi principali e 500 per i gruppi minori, anche i monogruppi con un solo consigliere che «presiede» se stesso. Tra l’altro, oltre ai capigruppo verrebbero retribuiti a parte anche i presidenti delle commissioni legislative. Per la Svp, che conta 17 consiglieri, sarebbe il modo per garantire un compenso al proprio capogruppo, che fino alla scorsa legislatura guadagnava come un assessore, grazie alla integrazione garantita dai fondi del gruppo, non da un versamento del Consiglio. Quel meccanismo ora non è più possibile con il nuovo regolamento sul finanziamento ai gruppi.

Le polemiche sul bonus da 1.000 euro avrebbero indotto la Svp a congelare la discussione. Il capogruppo Dieter Steger ribadisce la propria presa di posizione: «Mi infastidisce molto che si dica che sarebbe un provvedimento su misura per me e che venga sminuito il lavoro dei capigruppo. Detto questo, non spingerò per questo provvedimento. Se siamo giuridicamente a posto, insisterò perché non si torni a parlare di indennità. Sono dieci anni che il consiglio provinciale e regionale se ne occupano». Il riferimento di Steger non è solo ai capigruppo: ha già annunciato di essere contrario al taglio della indennità del presidente provinciale e di conseguenza a quelle della giunta e dell’ufficio di presidenza. In base al decreto Monti, l’indennità di Arno Kompatscher dovrebbe scendere da 18.100 a 13.800 euro lordi al mese.

La riorganizzazione. La Svp intanto ieri ha affrontato durante la seduta della Parteileitung la riforma del partito. Come riassunto da Achammer nella intervista di ieri, con scadenze differenti la Svp elaborerà una riorganizzazione su tre livelli: amministrativa, organizzativa e di programma. «Dobbiamo continuare ad essere un partito moderno e aperto», sottolinea Achammer, una esigenza imprescindibile dopo lo scandalo dei vitalizi d’oro. «Solo con un lavoro serio potremo riconquistare la credibilità perduta», sottolinea Achammer. Le prime linee della riforma, elaborata insieme alla base, verranno annunciate a fine settembre alla conferenza degli Ortsobleute, i referenti locali. In quella data verrà chiuso anche il tesseramento, che finora registra perdite di iscritti che dal 10% possono arrivare a picchi del 30%. Tra le novità per la vita interna del partito ci sarà la revisione dei criteri per determinare i diritti di voto dovuti ai gruppi locali.

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