BRESSANONE. L'Ufficio beni architettonici e artistici boccia senza appello i progetti per il Giardino vescovile. Secondo la dirigente Waltraud Kofler Engl, infatti, lo Studio Steiner avrebbe ideato progetti evento, ignorando completamente i paletti imposti dalla Sovrintendenza stessa. Non ha niente in contrario alla riapertura al pubblico del Giardino vescovile la direttrice dell'Ufficio. A patto, però, che il restauro avvenga nel rispetto dei criteri disposti dalla Sovrintendenza. Che ne pensa della riapertura del Giardino? «Nulla in contrario, anzi. Ritengo si tratti di un'area storica che va sì tutelata ma allo stesso tempo possa anche essere goduta dalla gente. Il tutto però, nel rispetto dei criteri imposti dalla storicità di un luogo protetto». E quali sono i criteri? «Il Giardino è diviso in due parti: la parte architettonica, quella con le torri, le pagode, e la parte verde, quella del "Pomarium", vale a dire l'insieme di alberi da frutta. Ebbene, la parte architettonica è intoccabile, mentre il Pomarium si può risistemare ma non certo distruggere». Che ne pensa dei progetti sui temi "mela" e "acqua"? «Si tratta di due progetti-evento che nulla hanno a che vedere con il Giardino vescovile, visto che ne stravolgono l'immagine. Costruire una grande mela al centro del giardino o immaginare laghetti o canali con le barche è fuori da ogni logica. Ma la colpa non è certo di chi li ha proposti, visto che lo Studio Steiner è specializzato nella realizzazione di luoghi evento. Chi ha commissionato i progetti forse ha dimenticato di sottolineare che esistono criteri da rispettare». Si riferisce al Comune? «Ovviamente sì. In ogni caso, anche il mio parere, più volte espresso allo Studio Steiner, è stato ignorato». In che senso? «Come direttrice dell'ufficio beni architettonici e artistici, faccio parte del gruppo di lavoro che si occupa del progetto relativo al Giardino vescovile. Ebbene, non solo ho inviato in Svizzera un promemoria sul Giardino e sui criteri di tutela, ma quando nel giugno 2009 ci è stata presentata per la prima volta l'idea del tema "mela" ho chiaramente detto che non l'avrei mai approvata. Stessa cosa ho fatto per il tema "acqua". Il risultato è che oggi ci presentano proprio le proposte da me bocciate». Ne ha parlato con il sindaco? «L'altra sera, alla Cusano, ha evidenziato che la Sovrintenza spesso blocca la creatività. A quel punto gli ho risposto, sottolineando che il mio lavoro è quello di fare in modo che ogni restauro avvenga secondo i criteri, anche a scapito della creatività». Quale sarebbe il progetto «giusto»? «Penso ad un progetto soft, che non stravolga il Giardino. Quindi, mantenimento di tutte le parti architettoniche e restauro dell'area verde. Gli attuali alberi da frutta potrebbero anche essere abbattuti ma solo per ricreare un nuovo Pomarium, diverso dal precedente, più ordinato e bello. Va bene anche realizzare vialetti con panchine, magari anche un piccolo palco per concerti, ma l'area servizi, con punto ristoro e igienici, andrebbe realizzata a nord del Giardino, lì dove c'erano le serre». E se il Comune portasse avanti il progetto "acqua"? «Noi siamo contrari e con noi la Curia. L'unica strada sarebbe rivolgersi direttamente alla Provincia. Spero che non si arrivi a questo».

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