BOLZANO. A Venezia si è tenuta la prima riunione del tavolo tecnico istituito tra Veneto, Alto Adige, Trentino, Friuli Venezia Giulia e la stessa città di Venezia (come capofila) per predisporre la proposta di candidatura del Nord-Est a Capitale europea della cultura 2019: una proposta alla quale poi la politica dovrà dare il via libera. Per l'Alto Adige vi ha preso parte Katia Tenti, direttrice del Dipartimento dell'assessore alla cultura Christian Tommasini: «Ma solo per motivi contingenti non è potuta venire la mia collega di lingua tedesca, in realtà stiamo collaborando molto bene per il progetto», dice la Tenti.
Cosa è uscito da questo primo vertice?
Una serie di proposte organizzative che poi saranno sottoposte ai quattro presidenti e al sindaco di Venezia. Per esempio proponiamo di creare una struttura composta da diversi comitati: il comitato dei fondatori coi presidenti e Orsoni; un comitato «dei promotori» che sarà allargato a tutte le realità territoriali coinvolte, sia pubbliche che private (quindi dai Comuni alle banche, dalle Università alle associazioni); infine un board misto istituzioni-territorio.
Quali criteri si seguiranno per la composizione di questi organismi?
Come tecnici abbiamo trovato l'accordo su due punti fondamentali. Il primo: grande attenzione al territorio e alle sue specificità, perché il Veneto non è l'Alto Adige e bisogna valorizzare queste differenze. Il secondo: ci sarà un equilibrio tra i soggetti, per cui l'Alto Adige - per parlare di noi - avrà la stessa rappresentanza di tutte le altre realtà coinvolte. Non andremo a rimorchio.
A proposito di Alto Adige: c'è qualcosa che ci contraddistingue? C'è un valore aggiunto altoatesino in questo progetto?
All'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndr) tutti sono stati d'accordo nel dire che Bolzano - insieme a Trieste - avrà un ruolo fondamentale in quanto ponte verso la Mitteleuropa. Questo anche dal punto di vista degli equilibri politici: quando nel 2013 si dovrà decidere a livello nazionale a chi assegnare la manifestazione, avere rapporti storicamente forti con l'Europa sarà una carta in più rispetto ad altri territori italiani. Bolzano e Trieste sono ognuna una «piccola Europa». E poi non dobbiamo dimenticare che l'Alto Adige è da sempre un territorio di passaggio tra il nord Europa e il Nord-Est italiano, Venezia in particolare: basta pensare alla via Claudia Augusta...
E dal punto di vista dei contenuti?
Io sono una tecnica, le decisioni spettano alla politica. Dal mio osservatorio posso dire questa candidatura deve essere l'occasione per trasformarci in una officina di idee. Sarà il territorio a doversi muovere e a proporre però, per esempio, credo che potrebbe essere la volta buona per parlare in maniera approfondita della regionalizzazione del teatro, oppure del rapporto tra Museion e gli altri musei sul territorio. Ma appunto deciderà la politica.
Si è parlato di budget?
È un argomento in fase di approfondimento. Per ora abbiamo proposto che ogni ente che voglia entrare nel comitato dei promotori metta 20 mila euro. Se si pensa a tutte le realtà di cui parliamo, nelle due regioni e nelle nostre due province, il totale non sarà poco. E poi da qui in avanti si vedrà come e quanti fondi stanziare.
Avete deciso qualcosa sulla tempistica?
Le date sono fisse: entro la fine del 2012 i territori interessati devono presentare la candidatura - quindi in questi mesi dovremo perfezionare il progetto e riempirlo di contenuti - e nel 2013 ci sarà la decisione.

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