BOLZANO. Divorziato, padre di 5 figli, impossibilitato a pagare un affitto "stellare" a Bolzano, dorme in un camper nel parcheggio della stazione ferroviaria di Laives. La presenza del mezzo con un messaggio sul parabrezza: “Sono nel camper soltanto di notte, di giorno lavoro. Se dà fastidio lo sposto”, ha attirato l'attenzione dei residenti che hanno preso a cuore la vicenda di J. C., 39 anni di Bolzano.

La sua vicenda ripropone la problematica del caro affitti in Alto Adige, soprattutto per quelli che, come lui, devono ricominciare.«Con mia moglie non andava più, quindi, ci siamo lasciati. Lei è rimasta a casa a Bolzano con i nostri 5 figli di età compresa tra i 7 mesi e i 14 anni e io mi sono dovuto cercare una nuova sistemazione». Raggiunto telefonicamente, l'uomo vince la diffidenza e accetta di raccontare la sua storia fatta di disperazione ma anche tanto coraggio e voglia di risalire. «Ho cercato casa ma, per un alloggio più piccolo di 45 metri, fatto di due stanze, di cui una bagno e cucina insieme, mi hanno chiesto 800 euro al mese. Impossibile per me poter far fronte ad una spesa simile perché, da operaio di una lavanderia industriale, guadagno circa 1.200 euro al mese, 650 dei quali vanno agli alimenti per sostenere la mia famiglia».

Quindi l'idea di un camper, quella che inizialmente sembrava un'assurdità, ha preso sempre più corpo e sostanza. «L'ho comprato al prezzo di 1.200 euro e, seppure molto vecchio, era l'unica abitazione che potevo permettermi». Il mezzo che era stato utilizzato dai precedenti proprietari per vacanze in riva al mare o su piazzole con vista mozzafiato su splendide montagne, per lui è diventato il luogo in cui vivere e sopravvivere ai rigori invernali.

«Mi riscaldo con una stufa a gas alimentata con una bombola che costa circa 40 euro e dura alcuni mesi. Il gas mi serve anche per cucinare. L'acqua per lavarmi la riscaldo con un boiler e ho alcuni pannelli fotovoltaici». Così descrive la sua casa parcheggiata nell'area della stazione di Laives facendo anche una comunicazione alla polizia municipale. «Ho dovuto togliere la residenza da casa dove vive la mia ex moglie e ho eletto il domicilio a casa di mio fratello dove ho deciso di non vivere perché la sua abitazione è molto piccola».

Dal suo camper, la mattina, prendo il treno per Bolzano e «accompagno i miei figli a scuola. Poi vado a lavorare e, quando finisco la sera, ritorno qui al camper». La sua speranza è che questo stile di vita non duri in eterno. «Così riesco a risparmiare qualche soldo - dice - per tentare di arrivare ad avere una casa vera». Il camper, infatti, per quanto si possa essere minimalisti, resta pur sempre una sistemazione di fortuna; certamente meglio di andare a dormire sotto un ponte, ma altrettanto vero è che non può essere paragonato ad una casa.


Ecco perché a J. C., servirebbe l'intervento di una pubblica amministrazione che gli metta a disposizione una abitazione. «Mi serve una casa popolare» dice ammettendo le difficoltà della sua vita. Una casa per «poter vivere una vita più dignitosa. Anche se non proprio a Bolzano, andrebbe bene in qualsiasi comune che mi possa permettere di viaggiare quotidianamente verso in Capoluogo per continuare a lavorare e per vedere i miei figli».

Infatti, nella situazione dell'uomo, sarebbe quasi impossibile per lui riuscire da solo, con il suo stipendio, a pagare un affitto e gli alimenti alla moglie. Quello del caro affitti è una problematica fin troppo comune. Tanti giovani arrivati a Bolzano per rispondere a offerte di lavoro come commessi, si trovano a pagare quasi più di quanto guadagnano per poter dormire.