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CHIUSA. Operatori turistici e agricoltori uniti per incentivare il turismo nella zona di Chiusa. Recentemente, si è svolta la manifestazione “Agricoltura e turismo e il referente Sepp Pfattner ha sottolineato l’importanza di una comunicazione basata sulla stima reciproca tra i due settori, spiegando come il turismo si basi su tre pilastri: un’agricoltura curata, una popolazione cordiale e prodotti di alta qualità. Spesso però emergono problemi con le sostanze usate per fertilizzare il terreno, che talvolta creano malcontento fra la popolazione e i visitatori. “Il potenziale di crescita e sviluppo è grande - ha sottolineato Pfattner - Il nostro territorio non è un prodotto finito, bensì è nato dalla coltivazione secolare degli agricoltori. Per questo è più autentico di un’area di vacanza creata artificialmente. Le coltivazioni vanno consentite, perché senza di esse non c’è economia. L’agricoltore non taglia l’erba perché è sollecitato dagli operatori del turismo. La taglia per curare il suo maso, e perché ne ricava foraggio per gli animali. Ma per ricavare foraggio, il terreno deve essere arricchito con sostanze nutritive come il concime. Naturalmente, tale attività genera liquame e questo cattivi odori”. Con l’avanzare delle tecnologie, nell’agricoltura moderna vengono sempre più spesso introdotte macchine che lavorano il liquame in profondità nel terreno, per limitare la formazione di odori. Questi macchinari, però, sono difficili da utilizzare sui pendii di cui la vallata di Chiusa è ricca: sono macchinari dotati di denti che penetrano nel suolo, senza creare problemi alle falde acquifere, perché i rastrelli rivoltano il terreno solo per alcuni centimetri in profondità.
"Per il resto, il liquame spesso dà più fastidio alla nostra popolazione locale che agli ospiti - ribadisce Pfattner - La nostra terra viene apprezzata per la cordialità, l’ospitalità e l’autenticità: in particolare le famiglie con bambini che provengono dalla città sono affascinate dalla vita nel maso e dagli animali. Apprezzano il fatto che l’agricoltore si identifichi con il suo maso. Proprio per questo è importante e preziosa la collaborazione fra agricoltori e operatori turistici. L’ospite, a colazione, non vuole mangiare yogurt della Germania del Nord e bere latte di Salisburgo, ma apprezza i prodotti locali. Il settore gastronomico dovrebbe utilizzare consapevolmente cibi che provengono dal territorio. Abbiamo un’offerta di latte con elevati standard qualitativi dal Centro latte Brimi di Bressanone e frutta e verdura di alta qualità dalla Coop Melix di Varna, mentre il vino della Cantina Valle Isarco riceve anno dopo anno riconoscimenti internazionali. Inoltre, esiste l’associazione "Unser Gasthaus" che acquista la carne dal maso, a chilometro zero".
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