Bolzano. 25 centesimi l’ora, tanto vale la vita di chi ha lavorato nel periodo peggiore del Covid negli ospedali altoatesini per garantire la sanificazione dei reparti più a rischio. Oltre a una paga tutt’altro che elevata, un indennità di 25 centesimi l’ora. C’è chi ha lavorato per mesi nel pieno del disastro, e ancora non ha ricevuto tutto quanto gli spettava. Solo la punta dell’iceberg, secondo i sindacati. «Nel contratto collettivo utilizzato per fare dumping - si è spiegato ieri - c’è chi movimenta le merci all’interno dei magazzini di grandi catene alimentari, persone che lavorano la sera, o chi aspetta i bancali preparati dai colleghi per scaricarli e metterli sugli scaffali all’interno. Tutta gente che lavora in orari dove non c’è nessuno che li vede. O addirittura, gli addetti agli impianti elettrici negli ospedali, prima metalmeccanici oggi multiservizi. Se prima avevano lo scatto ogni tre anni, adesso hanno una anzianità di settore e basta. “A te davano un’indennità di chiamata? Noi non te la riconosciamo”. Tecnicamente potrebbero anche avere ragione, ma chi lavora lì da dieci anni cosa si augura? Di guadagnare un minimo di più, non che gli tolgano parte di quello che prendeva. Idem riguarda chi cura la manutenzione degli impianti idrosanitari. Si trovano in una struttura nuova dove non viene riconosciuto ciò cui avevano diritto prima. Chiami in causa l’ospedale? Ti dicono che è un appalto Consip (società per azioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ndr). Ai lavoratori erano state fornite rassicurazioni, vedrete che andrà tutto bene; ai sindacati, in una seconda fase, i dirigenti hanno però detto: non escluderei la ricerca di altre occupazioni. C’è chi a giugno aveva diritto ad un aumento dovuto a scatti di anzianità e ora non lo riceverà». Il problema è pure il mercato del lavoro, le condizioni esistenti. «In molti casi, considerando le gare d’appalto, nel contratto collettivo non esiste la clausola sociale che prevede il mantenimento dell’occupazione. Laddove c’è, un taglio di ore - ti mantengo il posto ma non ti do le ore - laddove non c’è ti sto facendo un piacere. Ai metalmeccanici, senza clausola, sarebbe stato detto questo: non ti devo assumere, ti posso mettere in prova». Dopo 12 anni di lavoro, dove sono solo loro a conoscere gli impianti, come sono fatti. “Devi ringraziarmi, ché ti garantisco un’occupazione...”