POSTAL. «Chi ha progettato la nuova funivia che collega Postal a Verano non sa davvero cosa significhi vivere con un handicap»: a dirlo è Stefano Minozzi, presidente della Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) che denuncia l’ennesimo sgarbo nei confronti di chi è costretto a vivere in carrozzina. Ad essere sotto accusa è una rampa in alluminio con una pendenza di 45 gradi. «Da soli è impossibile superarla. Mi chiedo che senso abbia, nel 2017, progettare un’opera del costo di una decina di milioni di euro senza tenere minimamente in considerazione le barriere architettoniche». Minozzi è affetto da atrofia muscolare spinale (Sma), malattia degenerativa che colpisce le cellule nervose del midollo spinale da cui partono i nervi diretti ai muscoli che trasmettono i segnali motori. Il corpo è immobile, bloccato su una carrozzella a rotelle elettrica, ma questa volta racconta l’esperienza di un socio della Uildm, associazione che presiede da anni portando avanti battaglie - a volte anche sfiancanti - per arrivare ad una società a misura di disabile. «Ciò che è successo l’altro giorno è davvero imbarazzante. Un nostro socio, fidandosi ciecamente dei professionisti che progettano strutture pubbliche come la funivia Postal-Verano, si è preso una giornata libera per trascorrere una bella giornata in montagna. Pur con tutte le difficoltà con le quali i disabili sono abituati a convivere ha preso il bus di linea Merano-Bolzano per fermarsi a Postal, dove avrebbe voluto prendere questa funivia: bellissima ma anche costosa. La sua delusione, all’arrivo, alla stazione a valle è stata enorme. Ha trovato una rampa in alluminio della pendenza approssimativa di 45 gradi. Mi chiedo: chi l’ha progettata non ha pensato per nulla a chi si muove in carrozzina? La rabbia del nostro socio è condivisa da tutta l’associazione ma anche dal sottoscritto. Vivo quotidianamente con un handicap e ritengo inconcepibile e inaccettabile che ancora oggi vengano costruiti simili mostri con tanto di barriere architettoniche. Ma dove sono gli organi preposti ai controlli?».

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