BRESSANONE. Il consigliere comunale indipendente nonché presidente del Dachverband, Klauspeter Dissinger, è da sempre contrario al progetto funivia con partenza dalla stazione ferroviaria ma non intende dare un'indicazione di voto a chi parteciperà al referendum in programma il 21 settembre prossimo. Per Dissinger, però, è importante fare un'ultima analisi della situazione. «L'esclusione consapevole nel quesito della stazione di partenza da Millan, tesi sostenuta dalla maggioranza della popolazione, dimostra il vero scopo della giunta e cioè la legittimazione della decisione presa in favore della stazione Fs – spiega Dissinger – Alla giunta non interessa l'opinione della gente e quindi il referendum per la Plose non potrebbe essere più assurdo e antidemocratico».

Quattro i punti su cui Dissinger riflette. «Per prima cosa il referendum non prevede un sito alternativo alla stazione Fs, anche se la gente discute da mesi proprio su questo – continua – Ma così, moltissimi elettori avranno un problema: come comportarsi se non si sentono rappresentati da nessuna delle tre domande. Secondo punto, coloro che invece della funivia vogliono un collegamento con il bus per Sant'Andrea hanno a disposizione in maniera superflua due alternative (miglioramento bus per Sant'Andrea o lasciare le cose come stanno), con la speranza della giunta che nessuna delle due opzioni raggiunga il quorum, il 25% degli elettori quindi 4.300 voti. Terzo punto: probabilmente pochi elettori sanno che se optano sul “tutto rimane come è”, sono automaticamente a favore di una riduzione del collegamento con lo skibus, come è avvenuto lo scorso inverno quando le corse sono state ridotte sensibilmente. Quarto e ultimo punto: la giunta comunale e quella provinciale sono nettamente a favore della partenza dalla stazione Fs, fanno pressioni per far che sì che si realizzi, ignorando i fattori negativi (aumento del traffico, più costi, sorvolo) e collegando ingiustamente il progetto con partenza dalla stazione Fs al risanamento dell'areale della stazione e agli interessi economici degli albergatori legati alla funivia. Alcune cose, poi, non vengono dette. Ad esempio che per la partenza dalla stazione Fs manca l'autorizzazione scritta del Ministero della Difesa per il sorvolo dell'area militare e che i sorvolati faranno ricorso con iter lunghi e pagamento di danni. Non è neanche vero che la stazione Fs sia più raggiungibile per i brissinesi della zona di Millan, dipende infatti da dove si abita, e devo dire che anche l'attrattività di una funivia che sorvola la valle non è scontata ma è un fatto soggettivo».

Dissinger, infine, ipotizza ciò che potrebbe accadere se non si raggiungesse il quorum. «Quelli che vogliono la funivia – conclude Dissinger - ma non vogliono il sorvolo della conca e vorrebbero un collegamento ad est del fiume Isarco in concomitanza con la bretella sud, sia per i costi più bassi che per il traffico e l'iter più breve, il 21 settembre potranno boicottare il referendum, sperando che nessuna delle tre domande raggiunga il quorum, oppure decidere di puntare sul miglioramento del collegamento bus con Sant'Andrea sperando che la loro domanda ottenga più voti della stazione Fs. Se il referendum non dovesse raggiungere il quorum, la nuova giunta che verrà eletta nel maggio 2015 potrebbe comunque indire una consultazione popolare non vincolante (non un referendum vincolante e quindi non dovrebbero passare tre anni) per avere un'indicazione su ciò che vuole la gente dando la possibilità di scelta tra più siti e non uno solo».