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MAREBBE. Affittare a terzi l'appartamento per le vacanze, quando non lo si usa, può essere anche assai reddiditizio. La pratica però è chiaramente regolamentata dalla legge provinciale e per questo ora San Vigilio ha detto basta alle affittanze "in nero" che danneggiano gli altri esercizi turistici.
La legge provinciale 121 del 1995 disciplina in modo preciso la locazione temporanea degli immobili abitativi a uso turistico. Per essa, infatti, le seconde case possono essere affittate a terzi solo a mezzo di contratto d'affitto regolarmente registrato e per non più di quattro volte nell'arco dell'anno solare. Inoltre, l'immobile dato in affitto non può essere proposto tramite attività di promozione commerciale. Il problema, a San Vigilio di Marebbe come in altre località turistiche altoatesine, è assai sentito sia per il fiorente mercato delle seconde case sia perché l'attività gestita "in nero" configura una concorrenza sleale per tutti gli operatori del settore. Così, dalla scorsa stagione invernale, il centro marebbano ha deciso di reagire in diverse maniere a questo tipo di abusivismo, dapprima avviando una campagna di sensibilizzazione presso i proprietari delle seconde case e avviando parallelamente anche ricerche e controlli, d'intesa con la locale stazione dei carabinieri, atti a reprimere eventuali affittanze illecite. Tali controlli proseguiranno anche nel corso della stagione estiva appena avviata.
«Dapprima - racconta il direttore dell'Associazione turistica Martin Resch - d'intesa con l'amministrazione comunale abbiamo informato per lettera tutti i proprietari di seconde case sulla normativa vigente, avvisandoli anche che in futuro sarebbero stati effettuati controlli rafforzati da parte delle forze dell'ordine locali. I controlli sono stati avviati su due binari paralleli: da un lato ci si è affidati ad internet come fonte d'informazione, dove esisteva il sospetto che la seconda casa venisse proposta ed affittata abusivamente, generando così una concorrenza sleale per gli appartamenti denunciati ufficialmente all'Associazione turistica; dall'altro, con la collaborazione delle forze dell'ordine, sono stati organizzati dei controlli di verifica sul territorio con visite in loco. In internet inoltre, i nostri operatori hanno verificato se per alcune abitazioni esisteva una promozione commerciale e, come prova campione, sono state inviate anche richieste fittizie ai locatori con i risultati che sono stati trasmessi ai carabinieri per le ulteriori verifichea. Entrambi i sistemi - prosegue Resch - hanno confermato i nostri sospetti e rivelato alcune trasgressioni, non moltissime in verità, che sono state puntualmente denunciate».
La legge provinciale 121 del 1995 disciplina in modo preciso la locazione temporanea degli immobili abitativi a uso turistico. Per essa, infatti, le seconde case possono essere affittate a terzi solo a mezzo di contratto d'affitto regolarmente registrato e per non più di quattro volte nell'arco dell'anno solare. Inoltre, l'immobile dato in affitto non può essere proposto tramite attività di promozione commerciale. Il problema, a San Vigilio di Marebbe come in altre località turistiche altoatesine, è assai sentito sia per il fiorente mercato delle seconde case sia perché l'attività gestita "in nero" configura una concorrenza sleale per tutti gli operatori del settore. Così, dalla scorsa stagione invernale, il centro marebbano ha deciso di reagire in diverse maniere a questo tipo di abusivismo, dapprima avviando una campagna di sensibilizzazione presso i proprietari delle seconde case e avviando parallelamente anche ricerche e controlli, d'intesa con la locale stazione dei carabinieri, atti a reprimere eventuali affittanze illecite. Tali controlli proseguiranno anche nel corso della stagione estiva appena avviata.
«Dapprima - racconta il direttore dell'Associazione turistica Martin Resch - d'intesa con l'amministrazione comunale abbiamo informato per lettera tutti i proprietari di seconde case sulla normativa vigente, avvisandoli anche che in futuro sarebbero stati effettuati controlli rafforzati da parte delle forze dell'ordine locali. I controlli sono stati avviati su due binari paralleli: da un lato ci si è affidati ad internet come fonte d'informazione, dove esisteva il sospetto che la seconda casa venisse proposta ed affittata abusivamente, generando così una concorrenza sleale per gli appartamenti denunciati ufficialmente all'Associazione turistica; dall'altro, con la collaborazione delle forze dell'ordine, sono stati organizzati dei controlli di verifica sul territorio con visite in loco. In internet inoltre, i nostri operatori hanno verificato se per alcune abitazioni esisteva una promozione commerciale e, come prova campione, sono state inviate anche richieste fittizie ai locatori con i risultati che sono stati trasmessi ai carabinieri per le ulteriori verifichea. Entrambi i sistemi - prosegue Resch - hanno confermato i nostri sospetti e rivelato alcune trasgressioni, non moltissime in verità, che sono state puntualmente denunciate».
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