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EGNA. Se è ancora viva lo deve al coraggio di due carabinieri di Egna che - sebbene nell’appartamento fosse scoppiato un incendio - hanno buttato giù la porta d’ingresso a spallate e a calci riuscendo poi a trasportarla di peso a piano terra, dove nel frattempo era arrivata l’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118. La protagonista di questa storia a lieto fine è una 43enne di Villa di Egna, che - in base alla prima ricostruzione dei fatti - si trovava nell’abitazione di un 57enne.
Il rogo. L’incendio ha iniziato a svilupparsi domenica mattina, probabilmente poco dopo le 10, al secondo piano di un appartamento in via della Roggia. Dalle finestre usciva fumo e i vicini, insospettiti, hanno deciso di dare l’allarme. Quando sono arrivati a Villa i due carabinieri del radiomobile hanno trovato altri inquilini a piano terra. Hanno spiegato, impauriti, che nell’appartamento al secondo piano, viveva una persona, che fino a quel momento non era uscita dall’edificio. C’era il timore che si fosse addormentata.
I soccorsi. I militari dell’Arma sono saliti rapidamente al secondo piano e hanno bussato. Non avendo alcuna risposta i carabinieri hanno tentato di buttare giù la porta a spallate e a calci. La donna è riuscita ad andare incontro ai due militari ma appena li ha visti è crollata a terra intossicata. I militari - un carabiniere e un brigadiere - si sono subito accorti che aveva difficoltà respiratorie. L’hanno adagiata a terra e le hanno praticato la respirazione artificiale.
Per fortuna nell’appartamento non c’erano altre persone e i carabinieri hanno portato la ferita di peso a piano terra dove era già arrivata l’ambulanza della Croce Bianca. Di lì a poco sono arrivati anche i vigili del fuoco volontari di Egna che hanno spento le fiamme e hanno messo in sicurezza l’abitazione. La donna è stata trasportata all’ospedale San Maurizio di Bolzano ma anche uno dei due carabinieri è stato medicato al pronto soccorso e dimesso con una prognosi di sette giorni.
Le cause. Poco dopo sono iniziate le indagini per cercare di capire cosa potesse aver provocato l’incendio. Sempre in base alle prime informazioni raccolte dai carabinieri è probabile che la 43enne abbia lasciato incautamente una sigaretta accesa sul materasso della camera da letto. Poi deve essersi alzata per andare a preparare il caffè ma al suo ritorno, poche decine di minuti dopo, le fiamme erano già divampate e la donna, da sola, non è stata in grado di spegnere l’incendio. Poi, a causa delle esalazioni di fumo, non è riuscita ad abbandonare l’appartamento e se non fossero intervenuti i carabinieri avrebbe anche potuto morire intossicata nel giro di poche decine di minuti.
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