SOPRABOLZANO (RENON). Un malore di una turista tedesca proprio in mezzo al bosco. Niente di grave, un intervento di routine per i team di soccorritori altoatesini.

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La chiamata arrivata ieri da Soprabolzano, frazione del Comune di Renon, ha però un significato diverso. Si tratta, infatti, del primo intervento che la squadra del soccorso alpino di Renon ha effettuato dopo la tragedia della Gran Vedretta che si è portata via tre dei suoi uomini.

L’altro pomeriggio l’ultimo funerale, quello di Ulrich Seebacher a Vanga, aveva visto la partecipazione di tutta la squadra come avvenuto per gli addii a Peter Vigl a Longomoso ed Andreas Zöggeler ad Auna di Sotto. Una perdita pesante per qualsiasi associazione, ma la squadra ha trovato la forza di reagire.

«Una signora germanica si è sentita male mentre camminava nel bosco - spiega con la solita professionalità Gottfried Fuchsberger, il capostazione che in questi giorni è stato un punto di riferimento per i suoi uomini - e siamo subito intervenuti. La donna ha accusato alcuni problemi cardiaci. Abbiamo richiesto l’intervento dell’elisoccorso Pelikan 1 che ha trasportato l’escursionista all’ospedale San Maurizio di Bolzano. Sono contento di come i miei ragazzi si sono fatti trovare subito pronti».

Un pensiero per i soccorritori arriva anche dal presidente provinciale del soccorso alpino Giorgio Gajer. «Mi dispiace per la signora che, fortunatamente, non ha nulla di grave, ma sono contento che questi uomini abbiano subito avuto la possibilità di sentirsi impegnati ed importanti. So che molti di loro hanno passato la domenica nei cimiteri per salutare i loro amici e capisco la ferita che possono avere dentro. La loro reazione, però, è stata importante. Da grandi uomini e grandi volontari quali sono». (a.c)