BOLZANO. In Corte d'Appello è stato respinto il ricorso ed è stata confermata la condanna a sei anni di carcere per Alessandro Pecoriello, l'operatore sociosanitario di 37 anni colpevole di aver adescato una sedicenne alla fermata dell'autobus a Bolzano e di essersi offerto di riaccompagnare la ragazza a una festa a Trento per poi averla drogata e portata a casa sua, dove ne avrebbe abusato per 24 ore.

Il giudice ha creduto alla versione della 16enne e all'ipotesi delineata dal pubblico ministero che aveva appunto chiesto sei anni di carcere. La sera del 4 agosto 2024 Pecoriello si finse un infermiere di 24 anni e, mostrando un falso tesserino, l'ha convinta a salire sulla sua Volvo bianca con il pretesto di andare a una festa techno a Trento. Durante il tragitto, le ha offerto dell'acqua corretta con Alprazolam e Delorazepam, potenti ansiolitici utilizzati per annullarne la capacità di difesa.

Nonostante la ragazza avesse chiesto di tornare a casa perché si sentiva poco bene, Pecoriello ha deviato verso Salorno. In una zona isolata tra i meleti, l'ha costretta ad assumere ulteriori stupefacenti per indurre uno stato di incoscienza, procedendo poi con brutali violenze sessuali. La vittima, nonostante la profonda debolezza indotta dai farmaci, ha riferito di aver tentato di opporsi, specialmente quando l'uomo ha iniziato a scattarle delle foto con il cellulare. Gli abusi sono proseguiti durante la notte nell'abitazione dell'uomo a Bolzano.

Solo il giorno successivo, dopo aver ordinato del sushi, Pecoriello l'ha riaccompagnata nel suo quartiere. La giovane, sotto shock, è riuscita a raccontare l'incubo alla sorella. Le indagini della Squadra Mobile hanno confermato il racconto della vittima, che è stata considerata credibile anche da pm e giudici. Per questo la condanna di primo grado è stata confermata anche in appello.