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BOLZANO. «Sono pronto a fare la mia parte per quanto riguarda i tagli ai costi della politica, ma serve un ragionamento complessivo: dalle indennità degli amministratori ai fondi per le spese di rappresentanza. L'importante è non agire sotto la spinta del populismo e dell'invidia».
Così il presidente della Provincia Luis Durnwalder che percepisce 12.500 euro netti al mese. Per i Freiheitlichen l'indennità dei consiglieri provinciali potrebbe essere ridotta del 20%: 5 mila euro netti al mese contro i 6.300 attuali.
«Anche 3 mila può essere un'indennità più che sufficiente, cambiando l'attuale sistema».
In che senso scusi?
«Oggi quello di consigliere provinciale viene considerato un impiego a tempo pieno, mentre si potrebbe benissimo svolgere continuando a fare il proprio lavoro. Anche il numero delle sedute potrebbe essere ridotto e questo renderebbe tutto molto più semplice. In questo nuovo quadro il consigliere riceverebbe una piccola indennità di base più il gettone di presenza».
E per quanto riguarda gli assessori?
«Riduciamo pure anche le indennità degli assessori ma stiamo attenti a non farci contagiare dagli eccessi di populismo».
Cosa significa: lo Stato impone pesanti risparmi a tutti, perché non si può chiedere un segnale anche agli assessori?
«Nulla in contrario. Mentre trovo profondamente sbagliato chiedere sacrifici alle fasce più basse della popolazione. Le conseguenze sono pesanti, i benefici minimi perché si ragiona su piccole cifre. Il problema è un altro».
Quale?
«Che bisogna stare attenti a ridurre troppo le indennità perché alla fine ti trovi a fare gli assessori solo gli incapaci. E questo sarebbe un errore, perché se un assessore è bravo e preparato a beneficiarne è l'intera collettività, perché è in grado di proporre buone leggi e sfruttare normative nazionali ed europee a vantaggio di tutti».
E per quanto riguarda la sua indennità, presidente?
«Prima o poi anch'io me ne andrò. Quindi, sull'onda del populismo, potrei direi tagliamo. Ma non esageriamo: sarebbe sbagliato per chi arriverà dopo di me. Vale lo stesso discorso che per gli assessori: se non c'è un equo riconoscimento anche economico del lavoro svolto, le persone capaci si chiameranno fuori. Comunque vorrei ricordare che dall'inizio della legislatura ci siamo ridotti le indennità del 10%. Inoltre, facciamo già quello che il presidente della Repubblica ha annunciato di voler fare: abbiamo rinunciato a qualsiasi aumento scattato a livello di parlamentari e di cui avremmo potuto beneficiare».
Parliamo di spese di rappresentanza: gli assessori hanno a disposizione 60 mila euro l'anno, il presidente 125 mila.
«Riduciamo anche questo, ma tenendo presenti che questi non sono soldi della collettività sprecati. Io sono sempre molto oculato nelle spese, ma posso assicurare che il pranzo offerto ad una delegazione, può fruttare nel tempo centinaia di migliaia di euro alla nostra gente».
Adesso dunque si andrà al di là delle buone intenzioni. «Si sta lavorando a livello regionale su questo».
Dalle indennità al caso Berger: cosa ne pensa?
«L'assessore ha fatto un investimento privato e su questo nessuno può dire nulla perché lo può fare».
Però Berger attraverso la fiduciaria veronese Af, controlla la Ciamp srl che vende energia pulita alla Taufer srl, società a totale controllo del Comune di Campo Tures.
«Il caso in questione non rientra nella fattispecie della legge sulle fiduciarie che abbiamo appena approvato in consiglio provinciale, in quanto la fiduciaria non ha rapporti finanziari con la Provincia. Il problema a questo punto è politico: era opportuno che Bergher avesse detto che ha investito nella fiduciaria. Se lo avesse fatto avrebbe evitato tutto questo. Strumentalizzazioni comprese».
Così il presidente della Provincia Luis Durnwalder che percepisce 12.500 euro netti al mese. Per i Freiheitlichen l'indennità dei consiglieri provinciali potrebbe essere ridotta del 20%: 5 mila euro netti al mese contro i 6.300 attuali.
«Anche 3 mila può essere un'indennità più che sufficiente, cambiando l'attuale sistema».
In che senso scusi?
«Oggi quello di consigliere provinciale viene considerato un impiego a tempo pieno, mentre si potrebbe benissimo svolgere continuando a fare il proprio lavoro. Anche il numero delle sedute potrebbe essere ridotto e questo renderebbe tutto molto più semplice. In questo nuovo quadro il consigliere riceverebbe una piccola indennità di base più il gettone di presenza».
E per quanto riguarda gli assessori?
«Riduciamo pure anche le indennità degli assessori ma stiamo attenti a non farci contagiare dagli eccessi di populismo».
Cosa significa: lo Stato impone pesanti risparmi a tutti, perché non si può chiedere un segnale anche agli assessori?
«Nulla in contrario. Mentre trovo profondamente sbagliato chiedere sacrifici alle fasce più basse della popolazione. Le conseguenze sono pesanti, i benefici minimi perché si ragiona su piccole cifre. Il problema è un altro».
Quale?
«Che bisogna stare attenti a ridurre troppo le indennità perché alla fine ti trovi a fare gli assessori solo gli incapaci. E questo sarebbe un errore, perché se un assessore è bravo e preparato a beneficiarne è l'intera collettività, perché è in grado di proporre buone leggi e sfruttare normative nazionali ed europee a vantaggio di tutti».
E per quanto riguarda la sua indennità, presidente?
«Prima o poi anch'io me ne andrò. Quindi, sull'onda del populismo, potrei direi tagliamo. Ma non esageriamo: sarebbe sbagliato per chi arriverà dopo di me. Vale lo stesso discorso che per gli assessori: se non c'è un equo riconoscimento anche economico del lavoro svolto, le persone capaci si chiameranno fuori. Comunque vorrei ricordare che dall'inizio della legislatura ci siamo ridotti le indennità del 10%. Inoltre, facciamo già quello che il presidente della Repubblica ha annunciato di voler fare: abbiamo rinunciato a qualsiasi aumento scattato a livello di parlamentari e di cui avremmo potuto beneficiare».
Parliamo di spese di rappresentanza: gli assessori hanno a disposizione 60 mila euro l'anno, il presidente 125 mila.
«Riduciamo anche questo, ma tenendo presenti che questi non sono soldi della collettività sprecati. Io sono sempre molto oculato nelle spese, ma posso assicurare che il pranzo offerto ad una delegazione, può fruttare nel tempo centinaia di migliaia di euro alla nostra gente».
Adesso dunque si andrà al di là delle buone intenzioni. «Si sta lavorando a livello regionale su questo».
Dalle indennità al caso Berger: cosa ne pensa?
«L'assessore ha fatto un investimento privato e su questo nessuno può dire nulla perché lo può fare».
Però Berger attraverso la fiduciaria veronese Af, controlla la Ciamp srl che vende energia pulita alla Taufer srl, società a totale controllo del Comune di Campo Tures.
«Il caso in questione non rientra nella fattispecie della legge sulle fiduciarie che abbiamo appena approvato in consiglio provinciale, in quanto la fiduciaria non ha rapporti finanziari con la Provincia. Il problema a questo punto è politico: era opportuno che Bergher avesse detto che ha investito nella fiduciaria. Se lo avesse fatto avrebbe evitato tutto questo. Strumentalizzazioni comprese».
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