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MERANO. Ragazzi e ragazze che stramazzano a terra, come morti, a ogni rullar di tamburo della durata di 12 secondi: è stata la simbolica performance per indicare che al mondo ogni 12 secondi muore di fame un bambino. Quest’azione, dopo gli interventi esplicativi degli organizzatori sulla Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao e sull’azione posta in essere dagli istituti alberghieri di Merano, Savoy e Kaiserhof, su invito della Caritas e YoungCaritas e con la collaborazione di Cookart Alto Adige, ha aperto ieri nel giardino del Kaiserhof la riflessione sullo spreco alimentare. Negli interventi del direttore del Kaiserhof, Josef Paler, della direttrice del Savoy, Beatrix Kerschbaumer Sigmund, del direttore della Caritas, Heiner Schweigkofler, di Senio Visentin e Gerd Seebacher per Young Caritas e un rappresentante di Cooking South Tyrol, la convergenza è stata sulla necessità di rivedere il nostro rapporto col cibo onde evitarne lo spreco. E spetta soprattutto ai giovani, come appunto gli allievi delle scuole alberghiere, reinventarsi una cultura dell’alimentazione che eviti lo spreco.
In quest’occasione, dunque, gli studenti delle due scuole hanno realizzato dei piatti con alimenti in scadenza, per dimostrarne le possibilità commestibili e le opportunità per ogni famiglia che troppo spesso, frettolosamente, butta nei rifiuti cibo ancora “commestibile”.
Ma per arrivare a questo bisogna approfondire la conoscenza, l’educazione al consumo. E i ragazzi delle scuole, che nel corso delle lezioni hanno approfondito il tema, a tale proposito hanno stilato degli esaustivi opuscoli. «Abbiamo voluto mettere nero su bianco - dice Giada Ceol della II C del Savoy - quale dovrebbe essere il comportamento dell’acquirente considerando la piaga della fame nel mondo. Dunque, abbiamo indicato che la data di scadenza di un prodotto vale per quelli che deperiscono più velocemente».
Oltre a ciò, la giornata ha offerto lo spunto per ragionare sullo spreco. Studi degli uffici competenti della Provincia indicano che mediamente, ogni anno, finiscono nella spazzatura 94 chili di generi alimentari ancora commestibili. Uno sperpero economico che incide subdolamente nelle tasche dei cittadini: evitando lo spreco, ogni nucleo famigliare potrebbe risparmiare fino a 282 euro all’anno.
Nei supermercati, tra i prodotti che vengono ritirati dagli scaffali e destinati alla spazzatura ci sono alimenti ancora perfettamente commestibili pur essendo etichettati come rifiuti stando alle attuali leggi. «Come ha ricordato Andrea Segre dell’Università di Bologna - dicono Visentin e Seebacher - un supermercato di 2000 metri quadri che recupera le eccedenze evita 15000 chili di rifiuti l’anno, per 45000 euro e può aiutare 25 persone bisognose».(gi.bo.)
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