BOLZANO. Eva dorme quando la madre Gerda riceve un pacchetto indirizzato a lei e lo rispedisce al mittente, cambiando così il suo destino. Le sembra di aver dormito anche in altri momenti importanti della sua vita. Ma ora no. Ora, risvegliata da un telefono che squilla, Eva sale su un treno e mentre percorre i mille e più chilometri che separano Brunico da Reggio Calabria rilegge la storia di un amore travagliato: quello di Gerda, sudtirolese di lingua tedesca e ragazza madre coraggiosa, e Vito, il carabiniere che aspetta Eva all'altro capo della penisola.

“Eva dorme”, scritto da Francesca Melandri e pubblicato nel 2010, fu da subito un grande successo editoriale. Era il primo romanzo di Melandri, fino ad allora sceneggiatrice per il cinema e la televisione. Il libro ha vinto numerosi premi letterari ed è stato tradotto in tedesco, francese, olandese e altre lingue.

Nella versione tedesca, “Eva schläft”, il romanzo ha ottenuto un riscontro commerciale particolarmente significativo in Germania e Austria, entrando nelle classifiche dei libri di narrativa più venduti per gli editori indipendenti. Pubblicato da Wagenbach, arriva ora anche sul palcoscenico bolzanino.

Sarà infatti “Eva Dorme”, o meglio “Eva schläft”, in versione bilingue italiano e tedesco con sovratitoli in entrambe le lingue, ad aprire la nuova stagione delle Vereinigte Bühnen Bozen. Il debutto è fissato per domani, 26 settembre, al Teatro Comunale di Bolzano, dove lo spettacolo resterà in scena fino all’11 ottobre.

Sul palco ci sono Andressa Miyazato, Patrizia Pfeifer, Brit Purwin, Peter Schorn e Paolo Tosin, mentre la regia è affidata a Sara Ostertag, pluripremiata regista e direttrice artistica.

Francesca Melandri ha scelto di non intervenire direttamente nel lavoro teatrale. «Non ho partecipato in alcun modo alla messinscena, non ho seguito le prove, non ho ancora visto lo spettacolo», racconta, spiegando di voler lasciare spazio a chi ha lavorato alla produzione. L'autrice spera di poter assistere allo spettacolo, ma privatamente.

Tra gli interpreti ci sono Paolo Tosin e Peter Schorn, chiamati a ricoprire diversi ruoli e a recitare in italiano, tedesco e dialetto. «Io ho studiato tedesco a scuola, dove mi sono fatto le basi, ma il tedesco l'ho imparato dagli amici e non ho difficoltà a recitare in quella lingua. Anzi mi fa piacere», racconta Tosin.

I numerosi ruoli interpretati, spiega l'attore, sono più che altro immagini. Tra questi Silvius Magnago durante il raduno a Sigmundskrone, il padre adottivo di Eva e Vito, oltre ad altri personaggi storici.

Anche Schorn interpreta diverse figure, tra cui il terrorista Peter e Ulli, cugino di Eva, che si suicida con il suo gatto delle nevi perché omosessuale. «A volte non siamo veri personaggi, ma dei momenti in cui vengono espressi dei pensieri», spiega.

La rappresentazione non segue in modo lineare la storia e la trama del libro, ma procede attraverso passaggi e singole vicende. Si parte dalle prime proteste dei sudtirolesi e dagli attentati terroristici, per attraversare una pagina complessa della storia del territorio attraverso le biografie dei protagonisti.

Per Schorn, il lavoro teatrale è stato anche un'occasione per approfondire una storia che pensava di conoscere. «Tante cose le ho imparate proprio leggendo Eva Dorme», racconta. Il tema, secondo l'attore, permette inoltre di collegare il passato al presente, mostrando come alcune delle conseguenze di quelle vicende siano ancora visibili oggi.

Al centro della rappresentazione non ci sono soltanto gli avvenimenti storici, ma soprattutto le persone e il loro lato umano: che cosa porta qualcuno a diventare estremista o terrorista? Quali traumi possono segnare una vita? Sono alcune delle domande che lo spettacolo porta sul palco.

L'obiettivo, per Tosin, è lasciare agli spettatori la voglia di discutere e interrogarsi sulla complessità della realtà in cui vivono. «Chi siamo? Italiani? Tedeschi? Uomini? Donne? Com'è questa nostra realtà così complessa? Spero che la gente quando esce da teatro abbia voglia di parlarne», dice.

Per Schorn, invece, “Eva schläft” è soprattutto uno spettacolo capace di emozionare e far riflettere sulla storia attraverso l'umanità dei personaggi. Musica e danza contribuiscono a rendere il racconto anche allegro e divertente, ma, avverte l'attore, non mancheranno momenti capaci di commuovere il pubblico.