BOLZANO. Renzo Gennaro di professione fa l’architetto e l’aeroporto ce l’ha di fronte a casa. «Vivo a 150 metri in linea d’aria dallo scalo, mentre la pista è a 300 metri». Il professionista bolzanino ha progettato il «Garden Village», complesso con 11 palazzine nel verde a San Giacomo. Diversi proprietari sono in prima linea nel «comitato del no», perché temono un deprezzamento degli immobili.

Architetto, com’è vivere di fronte all’aeroporto?

«Le assicuro che mi danno molto più fastidio i treni - e sono 150-200 - che passano ogni giorno avanti e indietro. Anche dal punto di vista dell’inquinamento acustico non c’ davvero paragone. Quando decollano gli aerei il rumore si concentra in 17 secondi, mentre per i treni il rumore è costante e dura minuti».

Non è preoccupato dalle emissioni?

«Non scherziamo, sono dell’1-2%. Il nostro scalo può ospitare al massimo 2-3 voli di linea (Roma, Vienna e Francoforte ad esempio) più i charter. Stiamo parlando, al massimo di una ventina di movimenti, tra decolli e atterraggi, al giorno. Trattandosi di un piccolo scalo regionale non possiamo ospitare più aerei. Non ci sarebbe nemmeno lo spazio per gli hangar».

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Già, ma il piano presentato dalla Provincia dice che nel 2035 potremmo arrivare a 500 mila passeggeri e 40 movimenti al giorno...

«Quel piano è pura teoria. La comunicazione, e lo dico da pilota, è stata abbastanza carente. Il nostro è stato, e sarà anche in futuro, un piccolo scalo regionale. Il bacino di utenti potenziale, tra Bolzano e Trento, è di 700 mila persone, a cui dobbiamo aggiungere i turisti. Finora a Bolzano si sono registrati, al massimo, 70 mila passeggeri l’anno. Quindi di che timori stiamo parlando?».

Cosa replica a chi dice che tanto l’aeroporto lo hanno sempre usato in pochi?

«Io ero tra i 40-50 che lo prendevano spesso per andare a Roma. Ed era molto comodo. Ma non solo per me, anche perché per tutti i miei dipendenti e per i dipendenti dei miei colleghi imprenditori. Oggi dobbiamo andare a Milano in auto, spendendo i soldi del carburante, dell’autostrada e del parcheggio, con tutto ciò che ne consegue anche dal punto di vista ambientale. Inquiniamo altrove. Il tutto, poi, si riflette negativamente anche sui tempi di lavoro, che si allungano di mezza giornata. Capisco chi ha un posto fisso, ma chi deve produrre valore aggiunto ha bisogno di essere messo in condizione di lavorare. Anche avendo a disposizione un piccolo scalo regionale funzionante».

È giusto allungare la pista?

«Non è solo giusto, ma necessario per far funzionare al meglio l’aeroporto».

Lei avrebbe indetto un referendum?

«No, perché il rischio - come poi si è verificato - è sempre quello di parlare alla pancia della gente e non alla testa. Tutti danno i numeri ed esagerano: c’è chi dice che avremo ottanta voli al giorno. E mente sapendo di mentire».

Ma gli immobili si deprezzeranno?

«No, affatto. L’aeroporto è di categoria 2C e resterà tale. Le condizioni saranno immutate. E anche il valore del mio immobile al Garden Village resterà invariato».(max.bo.)

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