CORVARA. Michil Costa, ecologista e albergatore della val Badia, non ha dubbi: il concetto di aeroporto regionale è superato e dal punto di vista turistico non c’è bisogno di allungare la pista per portare più ospiti. L’imperativo, per il futuro, deve essere la qualità e non la raggiungibilità. Il rischio, in caso contrario, è quello di scimmiottare località montane come l’austriaca Ischgl, che porta (tanti) clienti in quota ma punta quasi esclusivamente sullo sballo più che sui paesaggi, i prodotti tipici e la cucina d’eccellenza.

Ci dica tre buoni motivi per essere contrari all’ampliamento dell’aeroporto.

«Innanzitutto dobbiamo ricordare che non è la velocità con cui si raggiunge una località ad essere importante quanto piuttosto il fatto se ne valga la pena o meno. Poi il nostro plusvalore, turisticamente parlando, non è certo un aeroporto internazionale ma il latte prodotto dai contadini di montagna. Oltretutto i 170 mila passeggeri ipotizzati nel piano per il 2022 incidono in modo trascurabile sui 30 milioni di pernottamenti. Infine la nostra vera sfida per il futuro deve essere quella di dare più qualità agli ospiti che ci visitano».

Non le piace l’idea di avere un piccolo scalo regionale funzionante?

«L’idea di aeroporto regionale è superata. Solo il presidente degli albergatori Pinzger, che porta avanti una visione vecchia, poteva ancora scommetterci. In futuro, grazie al Bbt, saremo in un’ora e mezza a Monaco».

Come si muove di solito?

«Se devo andare in Uganda, per la mia fondazione, prendo l’aereo. A Roma, lo scorso anno, sono stato 10-12 volte in treno ed è comodissimo».

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Ci sono molti giovani che sognano di andare a Londra o a Mosca per il weekend partendo da Bolzano. Sbagliano?

«Li capisco. La mobilità è anche una questione di libertà dell’individuo. Detto questo, penso potrebbero andare a Verona: lì i collegamenti non mancano».

Kompatscher ha presentato - a differenza di Durnwalder - una proposta concreta di rilancio. Non crede?

«Sì, è una proposta seria. Gli va riconosciuto. Probabilmente non sarebbe mai stato possibile con il monarca che l’ha preceduto. Detto questo non sono chiari gli obiettivi».

A St.Moritz, località turistica di punta, c’è un aeroporto a 1.700 metri di altitudine con 16 mila voli l’anno, Boeing 737 compresi...

«Ho studiato poco il caso di St.Moritz, ma in generale posso dire che la permanenza media degli ospiti è diminuita. In val Badia, in controtendenza, sta aumentando: il fatto di non essere facilmente accessibili può rivelarsi un vantaggio, se si punta sulla qualità».

Allungare la pista di 30 metri le sembra troppo?

«Non sono i 30 metri a preoccuparmi, ma l’inquinamento acustico e atmosferico che ne deriverebbero. Non si può continuare a cementificare la nostra provincia. Altrimenti bisogna cambiare la comunicazione e non parlare più di Klimaland e Dolomiti Unesco».

Ha partecipato a dibattiti sull’aeroporto?

«Ho rifiutato un faccia a faccia con Kompatscher a Pedraces, perché non capisco la veemenza pro-aeroporto che registro da queste parti».

Chi vince?

«Il no, almeno 55 a 45». (max.bo.)