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BOLZANO. Il 24 dicembre, in pieno Natale, i Prati del Talvera saranno il teatro di una manifestazione contro Gerusalemme capitale di Israele. Chiarisce Samir, che cura l'organizzazione dell'evento per «Famiglia magrebina» e il gruppo «ponte per l'integrazione» con l'appoggio della comunità islamica bolzanina: «In effetti diremo la nostra contrarietà al trasferimento deciso dagli Stati Uniti dell'ambasciata americana a Gerusalemme. Se succedesse sarebbe un grave problema e già adesso ci sono scontri. Cosa che noi non vogliamo...». Ma le reazioni non si sono fatte attendere: «Nel pieno delle cerimonie religiose e dei mercatini è saggio autorizzare una simile manifestazione politica nella nostra città?», si chiede Carlo Vettori, consigliere della Lega. Che va oltre: «Hamas chiama alla nuova intifada e Bolzano risponde», temendo il consueto contorno di attacchi ad Israele e bandiere bruciate. Cerca di gettare acqua sul fuoco Renzo Caramaschi: «Il Natale è la festa della pace, vorrei che in nessun luogo della città si cercasse lo scontro politico...». Poi il sindaco aggiunge: «Ormai se uno dice "A" l'altro deve subito dire "B". Certo Trump ha sbagliato a dare questa accelerata a una questione così delicata ma , appunto perché delicata, sul tema eviterei di scendere in piazza adesso. Ne abbiamo già abbastanza con doppi e tripli passaporti...». La manifestazione della comunità islamica e della Famiglia magrebina si svolgerà dalle 15 alle 16. «L'appuntamento è a ponte Talvera», spiegano gli organizzatori. Che assicurano che si tratta di un evento aperto a tutti: «Non c'entra il fatto che sia Natale - dice ancora Samir - e non c'entra assolutamente l'intifada. Siamo contro Gerusalemme capitale dello stato ebraico ma siamo per la pace. Che sarebbe messa a rischio da questa decisione. Anzi, lo è già. Vorremmo che con noi ci fossero tutti, pure i cristiani». Anche ebrei? «Certamente», conclude l'organizzatore. Ma proprio in questo contesto interviene l'associazione Italia - Israele: «Non possiamo che esprimere il nostro sconcerto per un evento così simbolicamente violento, tanto più se organizzato a ridosso del Natale» . Gerusalemme capitale di Israele, aggiunge il responsabile Alessandro Bertoldi «è “de facto” la capitale, lo è oggi e da tremila anni. «Auspichiamo- conclude l'associazione - che vi sia una forte presa di distanze da parte di istituzioni e forze politiche verso una manifestazione contro i nostri simboli, la cultura e anche le tradizioni natalizie».


