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Caccia ai Millennials.
Qualcuno li definisce Generazione Y, altri li chiamano "millennials", altri ancora generation Next. Tante etichette, una sola granitica certezza: saranno loro, i nati a cavallo tra la fine del XX secolo Ottanta e i primi del Duemila, a far muovere il turismo mondiale. Lo faranno presto, prestissimo. A colpi di mouse, di condivisioni, di "like", saranno la più grossa fetta di mercato dei prossimi vent'anni. Uno studio condotto su 24 Paesi da Expedia e Egencia punta a capire chi sono e come si muovono: sempre connessi, molto social, grandi recensori di alberghi e servizi, prenotano solo online, “back to basics” (niente lussi, cercano servizi essenziali), sensibili all'ecosostenibilità e al segmento “fair”.
Digital tourism.
Il nuovo mantra è il digital tourism. Addio tradizionali agenzie di viaggio, ormai la vacanza si sceglie in rete. In rete la si prenota, in rete la si commenta. Questo schema di PhoCusWright sintetizza molto bene il "nuovo ciclo" del turismo favorito dall'uso degli smartphone. Si parte da Dream, il sogno; da lì si passa alla pianificazione (plan), quindi è tempo di prenotare (book): sin qui, nulla di nuovo. Sono le due ultime fasi, la vera novità: "Explore", ovvero la ricerca di informazioni. Che una volta si sarebbe fermata alla soglia del viaggio, mentre ora ne è parte integrante. Non serve più recarsi alla stazione degli autobus per vedere gli orari, cercare il giornale del posto per scoprire feste o cinema, girare 3-4 ristoranti prima di sceglierne uno, stampare mappe e piantine: anche in vacanza, sarete always connected, sempre connessi. E condividerete (share) un po' tutto: le foto, i video, i commenti. In diretta, oppure al vostro rientro.

Tablet o smartphone?
E' ovvio che la crescita esponenziale della diffusione di tablet e smartphone sta rivoluzionando molti settori commerciali. E il turismo è tra questi. Un report di PhoCusWright segnala che già oggi il 44 per cento dei viaggiatori americani possiede un tablet, mentre la penetrazione dei telefonini smart è ormai arrivata al 75 per cento. I Pc e i portatili restano gli strumenti preferiti per pianificare una vacanza, ma le cose stanno cambiando rapidamente e i tablet stanno spazzando via entrambi, anche per la loro facilità di utilizzo.

Le recensioni: non solo TripAdvisor.
Il fenomeno TripAdvisor http://www.tripadvisor.it/ ha aperto un nuovo mondo: quello delle recensioni. E se il colosso resta inarrivabile, ormai sono decine i competitor e i social network in cui comunità di viaggiatori si scambiano consigli e impressioni, stroncano o promuovono alberghi e intere località. Un fenomeno virale, inarrestabile. Gli scivoloni delle false recensioni, con il loro corollario di minacce e denunce, di fondati scetticismi
e pagamenti mascherati http://viaggi.repubblica.it/articolo/recensioni-online-pagate-dalle-aziende/224349, non hanno affatto fermato i fan delle "stelline" e dello "sharing".
Democrazia dei consumi.
Il fenomeno delle recensioni online è l'aspetto più macroscopico della "democrazia dei consumi". Favorito dalla diffusione della tecnologia digitale, il nuovo verbo è "to share", condividere. Giudizi, informazioni, foto, esperienze: tutto, o quasi. "People's choice", il potere di scelta del popolo, è uno dei 10 trend futuri indicati dalla società londinese Euromonitor International.
I consumatori possono diventare "ambasciatori di un brand" o distruggerne la reputazione. Nei prossimi anni crescerà moltissimo anche l'influenza dei blogger; perlomeno, di quelli considerati affidabili e incorruttibili. Il fenomeno dei "blogger prezzolati" è già molto diffuso: molti spariranno, svegognati - ovviamente - in rete e sui loro stessi canali. Ma per i più affermati ci sarà di che gioire. Quest'anno, poco meno del 40 per cento del mondo sarà connesso: facile comprenderne le implicazioni. Solo negli USA, i blogger autoproclamatisi tali - diciamo gli autori di diari di viaggio amatoriali - sono 3,9 milioni.
In Italia.
Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, aggiornati al 2012 e dunque sottostimati rispetto a un fenomeno in netta crescita, quasi il 40 per cento di tutti i viaggi degli italiani è già oggi prenotato tramite internet: esattamente il 38,3 per cento contro il 34,2 per cento del 2011. A fronte di una quota ancora molto elevata di turisti che non prenotano affatto (il 36,6 per cento, un segmento di mercato su cui molti vorrebbero mettere le mani), è di tutta evidenza il ricorso sempre più raro alle tradizionali agenzie di viaggio: siamo all'8,8 per cento:

Il business si sta spostando sulla rete a velocità stratosferica. Già oggi, segnala una ricerca di Casaleggio associati, il settore sfiora un quarto di tutti i ricavi da e-commerce in Italia ed è preceduto solo da quella gigantesca macchina da guerra che è il gioco online:

La geografia dei social media è in continuo mutamento, ma ancora oggi la maggior parte degli operatori di e-commerce è convinto che facebook sia il canale migliore per promuovere un prodotto:

La guerra delle agenzie di viaggio online.
Ai primordi dell'era dell'e-booking turistico, si prenotava e si acquistava direttamente alla fonte: un volo presso una compagnia aerea, una stanza in una catena alberghiera, un'auto in un rent-a-car. Poi, secondo passo, ecco l'avvento (e la rapida esplosione) delle Online Travel Agency, più note come OTA: da Expedia alla "regina" Booking.com, da Travelocity a Opodo sino a e-Dreams. Tutte forniscono voucher ai clienti e incassano provvigioni consistenti (in genere tra il 15 e il 25 per cento, ma qualcuno arriva anche al 30), direttamente dai fornitori di servizi, soprattutto alberghi. La terza mutazione genetica, quella più recente, è rappresentata dai comparatori di prezzi: motori di ricerca (metasearch) sempre più raffinati ed efficienti, in grado di fornire in tempi rapidissimi il confronto delle tariffe offerte dalle diverse OTA sulla stessa tipologia di servizi, persino sulla stessa stanza di un determinato albergo. Alcune di queste società sono vere e proprie multinazionali 2.0: da Trivago per le sole prenotazioni alberghiere a Skyscanner per i voli (Volagratis.it funge invece da agenzia vera e propria, perché vende direttamente i biglietti), da Kayak - voli, hotel e auto - a TripAdvisor.

Una poltrona per tre.
Secondo la European Tour Operator Association (ETOA), l'87 per cento dei consumatori nel mondo cercano e prenotano voli, alberghi, macchine e tour sul web, attraverso le OTA. E' evidente che l'e-booking è un business stratosferico, e come tale fa gola innanzitutto ai colossi del turismo 2.0.
A ottobre dello scorso anno, TripAdvisor ha lanciato TripConnect: una nuova mutazione genetica nel mondo del turismo online: imbattibile sul fronte delle recensioni, il colosso vuole monetizzare l'enorme enorme patrimonio accumulato (oltre 100 mln di recensioni e 260 mln di visitatori unici al mese) trasformandosi in un comparatore di prezzi.

Obiettivo: lanciare la sfida ai due giganti Trivago e Kayak con una novità sostanziale: un "metasearch" che non presenta solo i prezzi delle grandi catene e degli alberghi più grossi, ma anche i cosiddetti indipendenti (piccoli alberghi, pensioni, B&B), fornendo loro piattaforme di gestione delle prenotazioni online. Così facendo, punta a eliminare l'intermediazione (e le provvigioni, o cost per clic) delle OTA, le online travel agencies: Opodo, Expedia, Booking.com, Travelocity etc.
Gli albergatori potranno gestire autonomamente la leva del prezzo senza dipendere dal meccanismo (infernale e contraddittorio) della parity rate, che le faceva soggiacere alla guerra al ribasso delle OTA senza poter decidere in casa propria. In tutto questo, la gestione sempre più sofisticata dei filtri di ricerca andrà a svantaggio dei consumatori meno "scafati", perché il ranking iniziale delle offerte sarà sempre più drogato dal sistema di posizionamento in fascia alta a pagamento per gli alberghi che siano disposti a pagarlo, sapendo che molti degli utenti scelgono sulla prima schermata senza andare oltre.
In tutto questo, la guerra per un mercato dalle cifre altissime si gioca tra tre giganti: il primo è TripAdvisor, ora compagnia indipendente visto che Expedia - che ne possedeva il 60% - ne è uscita per acquistare - secondo gigante - Trivago, attualmente il comparatore di prezzi più forte in Europa nel settore hotellerie. Il terzo competitor è l'americana priceline.com, che in Europa possiede Booking.com e che ha acquisito anche Kayak, specializzato nel settore voli di cui attualmente è leader Volagratis.
Viaggi su misura: la personalizzazione.
In molti, ormai, hanno capito che in futuro non sarà più possibile inviare messaggi "generalisti" al popolo dei vacanzieri, genericamente inteso. Pensate ai tour operator, qualche anno fa: partenza minima, 8 passeggeri. Poi c'è stata la crisi: ridotti i margini di guadagno, sono stati organizzati viaggi con tre o quattro partecipanti. Sino ad arrivare all'organizzazione su misura del viaggio di una coppia. Ecco,"personalizzazione" è la parola giusta La guerra a tre.
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-02-10/frontiera-turismo-personalizzata-202315.shtml?uuid=Aanug2pE
Il mercato delle App.


